Caltanissetta, killer identificato e arrestato dopo 14 anni

Giuseppe Buzzone, 64 anni, avrebbe ucciso in un agguato il boss emergente della mafia di Niscemi Alfredo Campisi

CALTANISSETTA. La squadra mobile di Caltanissetta e la Dda di Catania hanno identificato e arrestato, a 14 anni di distanza dal delitto, uno dei due killer che uccisero, in un movimentato agguato il boss emergente della mafia di Niscemi Alfredo Campisi, e ferirono Giuliano Chiavetta. Si tratta di Giuseppe Buzzone, 64 anni, soprannominato "Turi Cavulata", nei confronti del quale il gip del tribunale di Caltagirone, Giuliana Sammartino, ha emesso ordine di custodia cautelare, su richiesta dei pm, Vincenzo D'Agata e Fabio Scavone.    Ad accusare Buzzone sono Antonino Pitrolo, il complice che con lui formava il commando, lo stesso Chiavetta e l'ex reggente di Cosa Nostra a Gela, Carmelo Barbieri, entrambi collaboratori di giustizia, appartenenti alle famiglie Giugno ed Emmanuello.     


Alfredo Campisi doveva essere eliminato perché aveva spaccato l'organizzazione mafiosa e creato un gruppo di spietati minorenni tra cui Chiavetta (autoaccusatosi del delitto di Pierantonio Sandri) e Vincenzo Pisano, autore della strage della "sala da barba" del luglio '99 a Gela. Le loro dichiarazioni ricostruiscono la dinamica dell'agguato e trovano conferma nei rilievi scientifici e nelle risultanze investigative effettuate dagli uomini del commissariato di polizia di Niscemi e della sezione criminalità organizzata della questura di Caltanissetta.


Gli investigatori, grazie anche alla collaborazione dei pentiti, hanno ricostruito nei dettagli l'agguato a Campisi, avvenuto il 6 novembre del '96, in contrada Dirillo, nelle campagne di Acate. Buzzone, alla guida della sua Fiat Tempra, e Pitrolo, affiancarono e poi inseguirono la Y10 condotta dalla vittima designata, che viaggiava con Chiavetta, sparando numerosi colpi di pistola, quattro dei quali colpirono mortalmente il boss emergente alla schiena. La ''Y10" finì contro un muretto scaraventando all'esterno il passeggero, che si salvò fingendosi morto. I killer furono costretti a fuggire a piedi perché la loro auto si schiantò contro quella delle vittime. Con altri mezzi raggiunsero Niscemi mentre i due feriti furono soccorsi e trasportati all'ospedale di Vittoria. Campisi giunse cadavere, mentre a Chiavetta furono riscontrate numerose fratture. Buzzone invece si recò dalla polizia e denunciò che due sconosciuti lo avevano rapinato della sua automobile in mattinata. Ma gli inquirenti non gli credettero. Fermato e interrogato, fornì un alibi che poi portò al suo rilascio e all'archiviazione dell'accusa di omicidio. Oggi l'arresto.

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