Assalto all'Inter nel mese giusto

I rosanero provano l'impresa contro i nerazzurri già battuti a settembre nel 2005. Quasi certo il forfait di Migliaccio, forse debutta Bacinovic

PALERMO. Giocare contro l’Inter a settembre, al Palermo porta bene. Da quando i rosanero sono tornati in serie A hanno affrontato per due volte i nerazzurri nel mese che saluta l’estate e accoglie l’autunno. Il bilancio per la squadra di Zamparini è di un pareggio (e che pareggio) e di una vittoria.
Il 18 settembre 2004, di sabato sera, Corini e compagni attesi a San Siro per la prima trasferta dopo la storica promozione nella massima serie strappano un prezioso 1-1 all’Inter guidata da Mancini, con Toni che risponde ad Adriano e manda in estasi i diecimila tifosi palermitani sugli spalti del Meazza. Un anno dopo il 10 settembre 2005, di sabato pomeriggio, Corini, Terlizzi e Makinwa mandano in bambola lo squadrone di Moratti. I rosa vanno sul 3-0, dominando la partita. Il 3-2 finale è frutto di due distrazioni a risultato acquisito.
Insomma, il mese è quello giusto per provare l’assalto alla corazzata campione d’Europa. Oggi le stelline rosanero Pastore ed Hernandez tenteranno di prolungare la tradizione e di far respirare Delio Rossi punzecchiato da Zamparini dopo la sconfitta di Praga. Il tecnico romagnolo avrà il difficile compito di costruire una formazione senza sapere che tipo di avversario si troverà di fronte, viste le emergenze e i dubbi dell’avversario Benitez. Scontata la difesa con Sirigu in porta e linea a quattro con Cassani a destra, Balzaretti a sinistra, Bovo e Munoz centrali. Per il resto tutto sembra dipendere da Migliaccio, alle prese con una forte contusione alla spalla. Pare difficile il suo impiego dal primo minuto. C’è Kasami pronto a giocare un’altra gara da titolare, ma è possibile anche che Rossi si giochi la carta Bacinovic. Gli altri due posti in mezzo al campo dovrebbero essere occupati da Liverani e Nocerino. Altre due certezze dovrebbero essere Pastore nel ruolo di trequartista ed Hernandez punta. Poi due possibilità: l’impiego di due trequartisti con Ilicic in campo per la prima volta da titolare accanto al Flaco oppure le classiche due punte con Maccarone a far coppia con la Joya. Rossi è sotto esame e ci penserà fino all’ultimo. Zamparini ha detto che il mister non rischia, però una sconfitta aprirebbe degli squarci nel rapporto sin qui tutto sommato positivo tra presidente e allenatore.
Dall’altro lato, però, nemmeno l’Inter può permettersi un passo falso. I nerazzurri sembrano non aver ancora smaltito la sbornia del triplete (guarnito dalla Supercoppa italiana) e Benitez non riesce a dare la sua impronta  a una squadra che fatica a dimenticare le lezioni del vecchio maestro Mourinho. Wesley Sneijder è uno dei pochi che sembra avere ancora tanta fame e benzina in corpo. La buona notizia per il Palermo è che l’olandese non è stato nemmeno convocato per la trasferta siciliana. A questo punto, c’è da credere che il tecnico spagnolo ex Liverpool si affidi al talentuoso Coutinho, apparso pimpante nelle prime uscite, ma forse ancora un po’ leggerino per il campionato italiano. Davanti Rafa dovrebbe dar fiducia a Milito che gode di un bonus illimitato dopo la scorsa stagione da record, con Eto’o (tra i più in palla dei nerazzurri) che di sicuro giocherà dall’inizio, ma non si sa quanto vicino alla porta. Il centrocampo è un’enigma: l’unica certezza sembra Cambiasso, poi Mariga si gioca un posto con Zanetti che avanzerebbe dalla fascia sinistra, con Chivu di nuovo titolare da terzino. Non è da escludere nemmeno l’impiego del recuperato Stankovic. Biabiany dovrebbe sostituire Pandev come centrocampista esterno avanzato, anche se il macedone dopo l’infortunio di Enschede col Twente è stato convocato ed andrà almeno in panchina. In difesa, oltre al ballottaggio Chivu-Zanetti sulla sinistra, Maicon sarà il pistone sulla destra, Lucio e Samuel i collaudati centrali.

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