Indagini su Brusca, i pm interrogano cognati e cugino ex boss

Davanti ai magistrati della Dda Salvatore e Gioacchino Cristiano e Giuseppe Brusca. I magistrati sospettano che attraverso familiari avrebbe continuato ad accumulare e gestire il suo patrimonio

PALERMO. I pm della dda di Palermo stanno interrogando Salvatore e Gioacchino Cristiano, cognati dell'ex boss Giovanni Brusca, e il cugino Giuseppe, accusati di riciclaggio e intestazione fittizia di beni nell'ambito dell'indagine sul "tesoro" segreto del capomafia pentito.
I magistrati sospettano che, attraverso familiari, tra i quali la moglie Rosaria, e alcuni imprenditori di San Giuseppe Jato, l'ex boss avrebbe continuato ad accumulare e gestire il suo patrimonio. Brusca è indagato, oltre che per riciclaggio e fittizia intestazione di beni, di tentata estorsione. Indagati anche a moglie, i cognati, il cugino e alcuni imprenditori: in tutto dieci persone.
Ieri i militari hanno perquisito le loro abitazioni – in quella della moglie sono stati trovati 188 mila euro - e la cella dell'ex padrino. Indagata, ma per ricettazione anche la madre del pentito: nella sua casa sono stati trovati una ventina di quadri che potrebbero essere stati rubati. Ieri pomeriggio i pm hanno interrogato Brusca in carcere a Rebibbia: il pentito, inchiodato dalle intercettazioni e da una sua lettera alla moglie di un prestanome in cui ammetteva di aver mentito agli inquirenti sui suoi beni, ha fatto parziali ammissioni e ha, però, smentito di aver reinvestito denaro in attività economiche. Poi ha definito "risparmi di una vita" i soldi trovati a casa della moglie.

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