Coppa Davis, Svezia-Italia 2-1

Bolelli e Starace sprecano un'occasione d'oro, perdendo il doppio contro Aspelin e Lindstedt. Per tornare in serie A ora ci vuole un miracolo

LIDKOPING. Svezia due, Italia uno, e fa davvero tanta rabbia a dirlo. Perché è più che un’occasione sprecata, è stato un peccato mortale. Bolelli e Starace, la coppia messa (poco a sorpresa) in campo da Barazzutti, ha semplicemente buttato una gemma nella spazzatura. Il gioiello limato a poco a poco nei primi due set del doppio odierno, vinti con pazienza e con tenacia 7-5 7-6, erano un tesoretto che andava valorizzato. E il premio finale era di quelli grossi: vista la pochezza di Vinciguerra e la forza superiore di Soderling, vincere oggi significava volare nel World Group dopo 10 anni. Due punti hanno separato gli azzurri dal conquistare il match, sul 5-4 del terzo set. Sembrava fatta.
E’ stato un peccato mortale non sfruttare il regalo grosso quanto l’intera Svezia del capitano Enquivst, che ha rinunciato, per ragioni oscure, all’apporto di Soderling, schierando la coppia Aspelin/Lindstedt, che presi uno per uno saranno anche bravini (in doppio, perché in singolare hanno a stento una classifica, e negli scambi da fondo si vedeva…) ma come coppia non sono sembrati di certo irresistibili. Tutt’altro.  Insomma alla Sparbanken Arena di Lidkping non si può essere contenti, soprattutto perché i tifosi svedesi, ammutoliti per più di due set, adesso guardano increduli il nostro tricolore, ghignando di felicità. Un po’ troppo, tanto che a fine partita un tifoso e Starace stavano per venire alle mani, a causa di uno sfottò troppo evidente e per nulla simpatica.  Un miracolo, perché di questo si tratta. Ce ne vorrebbe uno domani, quando Starace sfiderà Soderling nel primo incontro dell’ultima giornata di questo spareggio, ma forse è pretendeee un po’ troppo. La Svezia si porta a casa il doppio, dunque, al termine di una partita non bella dal punto di vista tecnico (ma la sensazione generale è che in questo campo, praticamente di ghiaccio, non si possa regalare chissà poi quale spettacolo) ma molto, molto emozionante: 5-7 6-7 7-6 6-3 7-5 in 4 ore e 26 minuti di gioco. Un vero doppio di coppa Davis dunque, intenso e altalenante come le montagne russe.
Starace ha fatto il suo dovere, sbagliando pochissimo ma tradendo nel momento decisivo, ovvero sul 5-5 del quinto set, dove ha perso la battuta, condannando l’Italia di fatto alla sconfitta. Ma non si può certo colpevolizzare il tennista campano, autore, come detto, di una prova orgogliosissima e gagliarda. Bolelli invece ha mostrato una volta ancora di più, purtroppo, il più grande dei suoi limiti, cioè il carattere. Nel primo set ha rischiato di trascinare Starace giù, ma si è ripreso nell’ultima parte della frazione, ha giocato bene nel secondo e nel terzo set, nel quarto così così e il quinto invece un disastro totale, con 15 – 20 rovesci buttati in rete e anche il dritto, suo pezzo forte, andato in tilt. Troppo poco per un giocare che fino a due anni fa era considerata una delle migliori promesse del tennis. L’operazione recupero di Piatti, insomma, pare ancora in alto mare.
Una partita come questa può girare su pochissimi punti, e probabilmente qualcuno a fine partita dirà che è stata una questione di dettagli, di centimetri. Normale, in partite come questa. Ma sprecare un’occasione così è davvero da kamikaze. Un peccato mortale, per l’appunto.

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