La scuola sia davvero di tutti

La scuola è di tutti. E non è il classico slogan politico sul filo della demagogia, o la frasetta facile facile da temino delle elementari. La scuola deve proprio essere di tutti: di chi la frequenta, di chi vi lavora, di chi deve garantirne il funzionamento e di chi deve tutelarne l’efficienza. Ecco perché, nei difficili giorni palermitani del ritorno in classe (per i più fortunati, perché in tanti sono stati sfrattati da vandali, cantieri e incuria) accogliamo con favore, pur con un pizzico di smaliziata diffidenza, gli appelli alla lotta bipartisan per una scuola più adeguata alle esigenze dei ragazzi e dei loro insegnanti. La proposta parte dal Pd, che sollecita una seduta d’aula straordinaria per affrontare il delicato argomento.
Bene: purché però non si finisca per straripare nel classico e abusato esercizio oratorio fine a se stesso di minoranze che attaccano e contestano senza proporre e maggioranze che difendono l’indifendibile. La politica per una volta sposi una crociata comune, chè dividersi in questo caso non farebbe che produrre solo stucchevoli contrapposizioni. Le scuole cadono a pezzi, prese nel mezzo fra teppisti senza scrupoli che le martellano e casse pubbliche vuote che impediscono di acquistare perfino sedie e gessetti. Concordia e collaborazione sono necessarie. Anzi indispensabili.

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