I rischi di una nuova campagna elettorale

Avanti per tutta la legislatura. Agli ospiti della cena ristretta offerta in suo onore mercoledì sera dall'ambasciatore d'Israele Gideon Meir e da sua moglie Amira, in occasione del capodanno ebraico, Silvio Berlusconi è apparso di buonumore e determinato a convincere Bossi che le elezioni anticipate non sono convenienti per il centrodestra. Da autorevoli esponenti del mondo finanziario e industriale, gli sono venuti forti incoraggiamenti a proseguire su questa strada. Il Paese ha bisogno di governo e di riforme. Approfittare della debolezza di Fini e di Bersani può essere una tentazione forte, ma non priva di rischi, compreso quello che si formi una Grande Alleanza per un governo tecnico che attinga dalla maggioranza deputati e senatori (soprattutto del PdL) assolutamente contrari a interrompere subito la legislatura.
La nuova campagna elettorale, infatti, potrebbe vederli ricandidati, ma non rieletti, visti i seggi che la Lega ruberebbe nel Nord al Popolo della Libertà. C'è una resistenza trasversale molto forte tra i parlamentari all'interruzione della legislatura e questo è un punto che unisce il Cavaliere ai suoi oppositori, tutti contrari - tranne Di Pietro - allo scioglimento anticipato delle Camere.
Alla fine del mese Berlusconi terrà il suo discorso alla Camera sui famosi cinque punti del nuovo programma, escludendo allo stato di inserirvi misure giudiziarie a propria tutela. Gli amici di Fini si sono dichiarati pronti a votarli e a trovare anche sulla giustizia una soluzione che salvaguardi il premier dall’«accanimento giudiziario» riconosciuto dagli stessi Fini e Casini, senza intervenire su norme più generali. Ma l'ambizione del Cavaliere è quella di costruirsi una nuova maggioranza che possa fare a meno di Futuro e Libertà. La storia dell'ultimo quindicennio suggerisce prudenza quando Berlusconi parla di nuovi ingressi nell'area che gli fa riferimento (si rammentino i voti che gli amici di Dini avrebbero dovuto sottrarre a Prodi alla fine del 2007 e che invece non vennero meno).
Eppure il Cavaliere è convinto di poter contare addirittura su una ventina di nuovi sostenitori sicuri, a cominciare dagli amici del presidente della Regione Siciliana, Lombardo. L'ambizione di Berlusconi è naturalmente - in prospettiva - di portare dalla sua parte Casini e Rutelli, anche se sa che nel centrosinistra si farà di tutto per convincere il leader dell'Udc a guidare una coalizione di centrosinistra.
Naturalmente il terreno è molto scivoloso e Gianni Letta, che sta mettendo insieme il puzzle tessera dopo tessera, è prudentissimo come sempre. Berlusconi, nervoso quando non sa che pesci prendere, è apparso invece molto sereno e determinato ad esercitare la sua leadership a pieno titolo, anche in politica internazionale. A tavola, l'ambasciatore gli ha passato al telefono il premier israeliano Bibi Netanyahu per gli auguri di capodanno e per una breve rassegna dei problemi più urgenti (nel fine settimana Berlusconi sarà a Mosca). «Da noi Berlusconi è una icona», ha detto Meir e il presidente del Consiglio si è rammaricato che le ultime vicende abbiamo di nuovo fornito al mondo il ritratto della solita Italia in cui accadono le cose più strambe. Ma ha voglia di rimediare andando avanti a pieno regime. Fino alle elezioni in primavera? «No, per tutta la legislatura».

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