Caracciolo: "Al Barbera mi aspetto qualche fischio"

L'Airone sarà impegnato la prossima domenica nella partita Brescia-Palermo e ricorda le sue due stagioni in maglia rosanero: "Potevo fare di più" dice

PALERMO. Recita il mea culpa Andrea Caracciolo pensando alle due stagioni trascorse in maglia rosanero. Di quello che poteva essere e non è stato. Nessun alibi, nessun rancore. «Potevo fare certamente di più, ma non ero maturo e non ho avuto la forza di reagire quando le cose andavano male». Ma per l'Airone ormai quella rosa è una storia passata. «Nessuna paura del Palermo, domenica per me sarà una partita come tutte le altre, sicuramente mi emozionerò di più al Barbera anche se - ammette Caracciolo - mi aspetto qualche fischio». Il presente ormai si chiama Brescia, che con i suoi 25 gol ha contribuito a portare in A, e l'obiettivo salvezza. «La società ha fatto acquisti importanti e io a 28 anni non mi sento vecchio: voglio giocarmi al meglio questa chance». Del Palermo e di Palermo ricorda con piacere le uscite con il cuoco Dario Corso e le grigliate di pollo a Boccadifalco con Giovanni Tedesco. «Ho un bel ricordo della città e della squadra, anche se le cose non sono andate come dovevano». L'attaccante milanese infatti nelle due stagioni con i rosa, dal 2005 al 2007, realizzò 14 gol in campionato, uno in Coppa Italia e uno in Coppa Uefa. Troppo poco per chi doveva essere nei piani di società e tifosi il sostituto naturale di Luca Toni.

Cosa non ha funzionato in quei due anni? Un'eredità, quella di Toni, che forse era troppo pesante?
«Ma no. Luca è un grande campione e non pensavo certo di ripetere le sue gesta. A Palermo sono stato accolto nel migliore dei modi da compagni e tifosi che mi hanno sempre applaudito, anche nei momenti difficili. Semmai non ero ancora maturo e ho sbagliato a non reagire quando le cose hanno iniziato a non andare per il verso giusto. Ma nessuno mi ha mai voltato le spalle».

Fare bene al Palermo poteva essere una svolta per la sua carriera, qualche rimpianto?
«Beh certo, la mia carriera poteva prendere una piega diversa e mi spiace che non sia successo. Ma ora sono felice di essere qua e poi ho ancora 28 anni, sono pronto a giocarmi al meglio questa chance».

Che partita sarà quella di domenica?
«Noi siamo una squadra nuova, abbiamo tanto da lavorare. Ma la società si è mossa bene sul mercato e sono arrivati giocatori importanti come Sereni, Zebina, Eder e Diamanti. Il Palermo l'ho visto in Europa League contro il Maribor e mi ha impressionato: soprattutto con quei tre là davanti. Ma nessuna paura, solo rispetto perché si tratta di una delle sette squadre più importanti della serie A».

È la prima volta che incontri il Palermo da avversario, cosa proverai?
«Per me sarà una partita come altre. Saluterò qualche mio ex compagno e la gente dello staff».

La partita si giocherà alle 12,30, un orario inusuale...
«Mi allenerò come sempre, non c'è motivo di fare cose particolari come ho letto in questi giorni».

Quali sono i ricordi più belli che conservi di Palermo?
«I primi mesi abbiamo fatto belle partite, penso al 3-2 con l'Inter al Barbera. Poi mi ricordo che fui anche sfortunato prendendo cinque legni, tra pali e traverse, consecutivi. Ma anche il gol che realizzai a Siena e che ci diede la matematica certezza della Uefa nella stagione 2006/07. Fuori dal campo le uscite serali con Munari, Parravicini, Guana e il cuoco Dario. A Palermo ho lasciato tanti amici».

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