Libri scolastici, ogni famiglia spende tra i 600 e gli 800 euro

Federconsumatori denuncia sforamenti del tetto massimo di spesa previsto dalla legge per l’acquisto dei testi anche di oltre il 28 per cento

PALERMO. Li vedi di spalle con un lungo foglio tra le mani, ma subito ti accorgi che non sono turisti. Parlano italiano e quello che stringono e leggono con dovizia di particolari, perché sbagliare è un rischio, altro non è che il costoso elenco dei libri scolastici. A due settimane dall’apertura dei cancelli degli istituti, comincia il tour delle famiglie tra le librerie della città e Federconsumatori denuncia sforamenti del tetto massimo di spesa previsto dalla legge per l’acquisto dei libri anche di oltre il 28 per cento. Se questo non bastasse, aumenta il costo del materiale scolastico griffato – che rimane quello più ricercato – e i prezzi degli zaini subiscono un’impennata del 14,5 per cento rispetto allo scorso anno.
«Andiamo in cerca di libri usati per risparmiare – esordisce Orazio Lo Nero, in giro con la famiglia –. Negli anni abbiamo notato un aumento dei prezzi, con l’aggravante che ormai non riusciamo più a farci rimborsare nulla. Inoltre – conclude – ci rendiamo conto che molti testi non vengono neppure utilizzati». Basta dare uno sguardo alla ricerca di Federconsumatori, che ha analizzato l’elenco dei libri in uso nelle prime classi dei corsi A del 60 per cento degli istituti palermitani, per osservare che il 77 per cento delle scuole coinvolte nella ricerca non rispetta il limite di spesa per i libri di testo imposto dal decreto ministeriale 41 del 2009: c’è uno sforamento medio del 13,6 per cento, che corrisponde ad un costo pari a 332 euro. La condizione più critica si registra nei licei classici, dove si dovranno spendere in media 410 euro, con punte anche di 440, senza considerare l’acquisto dei dizionari e del corredo scolastico che fa schizzare le uscite fino a 800 euro. In media, però, le famiglie dovranno farsi carico di una spesa totale che sarà di non meno di 600 euro e che inciderà sullo stipendio di settembre di un genitore – calcolato intorno a 1.200 euro – per il 67 per cento.
«Ho quattro figli e mandarli tutti a scuola costa moltissimo – confessa Mimma Badalamenti –. All’inizio dell’anno bisogna pure comprare quaderni e zaini firmati». Proprio la griffe, secondo l’indagine di Federconsumatori, è la cosa a cui gli studenti non rinunciano, con un divario di prezzo dal materiale non di marca del 100 per cento e nel caso degli zaini del 150 per cento. Se acquistare un diario in un ipermercato potrà costare fino a 16,90 euro e in cartoleria fino a 15 euro (rispettivamente il 13,5 e lo 0,6 per cento in più del 2009), gli zaini hanno un prezzo che varia da 29,50 a 79,90 euro nei grandi centri commerciali (più 14,5 per cento) e da 49,90 a 89,90 nelle cartolerie (più 13,8 per cento).
«Questi dati – spiega Lillo Vizzini, presidente di Federconsumatori Palermo – confermano che il diritto allo studio per tutti sta venendo meno. Mandare un figlio al liceo classico è assai proibitivo. Quando si analizzano i dati della dispersione scolastica, bisogna tenere conto anche di questi numeri».

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