Iacolino: sanità in Sicilia, sistema da recuperare

La scena da Far West - che poteva trasformare in tragedia il miracolo della vita nascente - non può risolversi nel giudizio devastante, che si è di seguito abbattuto sulla sanità siciliana, azzerando quanto di buono, invece, viene offerto quotidianamente dal sistema sanitario pubblico e privato ai cittadini siciliani. Il duello fra i medici consumatosi a Messina nella sala parto(o pre-parto poco importa) rivela brutalmente una scarsa sensibilità dei contendenti. È davvero così malata la sanità siciliana? O è un fatto che avrebbe potuto verificarsi in un ospedale di Bolzano o di Trieste? O, ancora, ciò che è accaduto è il segno inequivocabile di una società rissosa ed orientata su facili guadagni che non mostra rispetto verso la persona? Sono interrogativi che molti di noi ripetono in questi giorni. E non è semplice darvi risposta. La salute è il bene prezioso che il senso comune affida ancora oggi, prioritariamente all'ospedale.
Non sempre vi è una giusta cultura della prevenzione e spesso è assente la continuità ospedale-territorio. Così può accadere che l'ambito ospedaliero non abbia piena conoscenza del percorso clinico-diagnostico seguito dal paziente e che il medico di fiducia di quest'ultimo non abbia titolo per stare, com'è accaduto, in sala parto al momento dell'evento nascita. Entrano allora in gioco meccanismi e prassi non scritti che regolano l'efficiente funzionamento della struttura. Che a Messina sono clamorosamente mancati per evidenti deficit organizzativi e di buon senso. Ma occorre ripensare all'attività libero-professionale (extramuraria e intramuraria) del dirigente medico del Servizio Sanitario Nazionale, inquadrandola con maggiore incisività fra le prestazioni che attribuiscono valore aggiunto al sistema pubblico e concreti ed ulteriori benefici al paziente.
Così come appare vetusto e superato il sistema di valorizzazione delle prestazioni sanitarie e francamente, sul punto, non accettabile un Servizio Sanitario Regionale che preveda un ricorso al parto cesareo - che è rimborsato in misura maggiore- così drammaticamente elevato (52% nel 2009). Tuttavia la mia esperienza mi porta ad affermare la netta prevalenza di donne e uomini che si prodigano al servizio del paziente. Di contro, non si può giustificare tutto con il cosiddetto Piano di rientro: atti aziendali, rete ospedaliera, punti territoriali di assistenza, dotazioni organiche, tossicodipendenza e salute mentale, medicina veterinaria ed apporto dei privati già convenzionati, diventano elementi qualificanti di un percorso comune se c'è un'anima che agita il lavoro di ciascuno e lo indirizza verso il bene comune. La sanità siciliana ha bisogno di recuperare serenità,equilibrio e pacatezza che è ciò che serve ai 50.000 dipendenti del S.S.N. per ritrovare il senso dell'appartenenza ad un Sistema dove ormai da tempo si sono affermati modelli organizzativi di buona sanità. Senza per questo rinunciare alle doverose ed esemplari sanzioni nei confronti di chi ha sbagliato,dopo averne accertato le cause e riconoscendo la banale premessa che i fatti di cui parliamo si sono verificati nel Policlinico di Messina per opera di personale del medesimo nosocomio. A discapito di chi vi lavora con dedizione ed è turbato-come noi- per quanto accaduto.
deputato del Ppe al Parlamento europeo

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