Turismo, vacanze "mordi e fuggi" anche a Palermo

Transiti sempre più veloci hanno lasciato a bocca asciutta gli albergatori che vedono diminuire la clientela del 20 per cento

PALERMO. Il turismo d’élite snobba la città. Presenze mordi e fuggi e transiti sempre più veloci che hanno lasciato a bocca asciutta gli albergatori. Non si registra infatti nessun pienone per la settimana a cavallo di ferragosto, anzi perdite di clientela intorno al 20 per cento. La crisi economica fa la sua parte, ma tra gli addetti al settore alberghiero comincia a serpeggiare il dubbio che il nostro territorio non sia più in grado di attirare mercato.
Il turismo, quello che spende, comincia ad allontanarsi dalla nostra costa lasciando il posto a un segmento di fascia più bassa, che si fa i conti in tasca e non va mai fuori budget, nemmeno per concedersi una serata al ristorante. Le imprese alberghiere sono preoccupate perché non riescono a riempire come vorrebbero le loro strutture. Anche il tentativo di abbassare i prezzi è riuscito solo a metà. I turisti non si vedono.
«Non è un problema di prezzo, e difficilmente svendiamo le nostra strutture, ma di territorio - dice Nicola Farruggio, presidente provinciale di Federalberghi-Confcommercio -. La città soffre della qualità dei servizi e del degrado, elementi determinanti. Palermo addirittura è uscita da alcuni circuiti turistici e gli stranieri non si fermano nemmeno per una notte. Non possiamo solo vendere il mare, il bel panorama. Quattro anni fa avevamo gli alberghi al completo, oggi sono vuoti, ma la crisi è generale e investe per prima il territorio».
Nei quattro e i cinque stelle le presenze non sono state da strapparsi i capelli. Benino i Bed&Breakfast (si parla di un -6%).
«Purtroppo - continua Farruggio - soffriamo anche di un mercato parallelo che offre pochi e pessimi servizi extralberghieri. A volte anche sgradevoli sorprese. Le ville in affitto, gli appartamenti, le camere con più letti di quanti ne consente la legge. Questo crea grande confusione nel mercato della ricettività e induce l’ospite a valutare la sua vacanza per i disservizi che ha ricevuto».
È difficile fare valutazioni su questo fenomeno, che si è allargato grazie al web. Ormai il viaggio si organizza on line. E si trova di tutto. Palermo, comunque, statisticamente non è la meta preferita per passare una settimana ad agosto. Sono settembre e ottobre i mesi più quotati. Ad ottobre, poi, è prevista la visita del Santo Padre. Ma gli albergatori rimangono prudenti: «In autunno - die Farruggio - probabilmente faremo qualcosa in più».
L’impressione però è che in città le presenze straniere si vedono. I dati dei turisti in arrivo via aria e via mare fanno sorgere un altro dubbio: ma quanto rimangono? «È questa la dimostrazione di ciò che sta accadendo - conclude il presidente di Federlaberghi -. Se da un lato, tra traffico aereo e crocieristico, il numero dei visitatori è notevole, dall’altro ci rendiamo conto che restano soltanto poche ore. Un turista low cost che ha pochi interessi e poche ore per visitare la città, di transito, che non pensa affatto a soggiornare qui».

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