Berlusconi: il governo se la caverà e andrà avanti

Il premier dopo la durissima nota del Quirinale contro Maurizio Bianconi: "Non mollo e ho già messo a punto un programma"

PORTO ROTONDO. Sorpresa, ma con la convinzione sempre più forte di voler mantenere la linea: il voto è l'unica alternativa all'attuale maggioranza. Silvio Berlusconi, dal buen retiro sardo di villa La Certosa (da dove rassicura gli elettori: "Il governo se la cavera e andrà avanti"), reagisce così e detta la posizione del Pdl alla durissima nota del Quirinale contro Maurizio Bianconi.     
E lo fa perché - come ha detto Angelino Alfano - un governo tecnico andrebbe contro la sovranità popolare sancita nella Carta. A mettere nero su bianco il pensiero del premier ci pensa Fabrizio Cicchitto, che - assicurano i bene informati - concorda con lui la risposta alla reprimenda del Colle. E' convinzione generale nel Pdl (ma anche nella Lega con Calderoli) che Napolitano parli a nuora (Bianconi) perché suocera (Angelino Alfano) intenda.     
E nella sostanza, pur se con toni ossequiosi, il capogruppo del Pdl ribadisce la posizione del Guardasigilli: no a governi tecnici, l'unica strada in caso di crisi è quella del voto. Anche perché, come spiega Osvaldo Napoli, altro fedelissimo del premier, dal '94 la situazione e' cambiata e un esecutivo "non può prendere una fiducia 'qualsiasi' in Parlamento".    
Insomma, al di là della cortesia istituzionale, appare chiara la linea imposta da Berlusconi. La stima nel capo dello Stato, assicurano nell'inner circle del Cavaliere, resta immutata. Ma l'impressione nel Pdl è che in questi giorni abbia esagerato con le esternazioni. Con il risultato, almeno secondo i berlusconiani, di rinvigorire chi lavora ad un governo tecnico. Il Cavaliere ha ricevuto ampie assicurazioni sul fatto che in Senato non ci siano margini per maggioranze alternative. E sembra essersene convinto. Ma la sola possibilità che ci sia un governo tecnico complica il corteggiamento dei finiani.    
Il problema è che, con buona pace delle colombe, lo scontro rischia di superare i livelli di guardia. "Noi non seguiamo certamente la linea a suo tempo portata avanti dal Pci quando provocò le dimissioni di Leone e quando cercò invano di raggiungere l'impeachment di Cossiga", è la punzecchiatura di Cicchitto al Colle. Per evitare che la temperatura salga troppo, scende in campo Gianni Letta che, in veste di mediatore, contatta il Colle per assicurare che non c'é nessuna intenzione di esacerbare il clima. Ma non è dato sapere se il tentativo privato abbia sortito effetti.   
Mentre il sottosegretario è intento nell'opera di ricucitura, il Cavaliere a Porto Rotondo va a cena con figlia e nipotino. All'uscita rassicura i sostenitori che lo incitano: "State tranquilli, non mollo". Anzi, aggiunge, il governo "porterà avanti tutto e vedrete che ce la caveremo sempre". Fa sapere, inoltre, di aver già "messo a punto tutto il programma" da sottoporre al gruppo.
Ulteriori dettagli sul Giornale di Sicilia in edicola oggi (17 agosto 2010).

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