Nuoto, Europei: per l'Italia un debutto da "zeru tituli"

Nessuna medaglia per lo squadrone azzurro nel primo giorno del programma in vasca. Unica nota positiva la forma di Filippo Magnini

BUDAPEST. Primo giorno e 'zero tituli', ma Filippo Magnini è tornato. Non parte certo col botto l'Europeo di nuoto per l'Italia, che a Budapest, dopo il tonfo di Alessia Filippi nei 200 dorso, unica gara cui era iscritta, vede sfumare il podio nella 4x100 stile libero.     Una staffetta gloriosa, che in dieci anni sul continente non aveva mai fallito: sempre a medaglia. Ma stavolta finisce ai piedi dei piazzamenti che contano, un quarto posto amaro che fornisce un'unica indicazione positiva. Il re della velocità azzurra, il due volte campione mondiale dei 100 sl, ha ritrovato lo smalto del big e il suo 48"72 nella frazione d'avvio lo proietta con qualche speranza in più nella gara individuale.    Per 11 centesimi il bronzo finisce al collo della Svezia, sul podio con la Russia, oro a sorpresa sulla favoritissima Francia.    

L'Italia, un mix di esperienza e gioventù, è mancata proprio nei due più inesperti: Marco Orsi è riuscito, nonostante un'incertezza in virata, a tenere il terzo posto conquistato da Magnini, perdendo parecchio però. A Christian Galenda, l'altro veterano del gruppo, non è bastato nuotare con la cuffia di Federica Pellegrini. "Non c'era quella col mio nome - dice sorridendo l'azzurro - e ho chiesto a Fede la sua, sperando che mi desse un po' della sua forza. Ma non è andata proprio così...". Luca Leonardi, a cui era stato affidato il compito non facile di chiudere la staffetta, non ha retto il confronto con lo svedese Persson e il bronzo è volato via.   Deluso per la medaglia mancata, ma contento per la sua prestazione è Magnini. "Purtroppo faccio grandi staffette, ma poi manca sempre la ciliegina - dice il campione di Pesaro - Ma si sa, è una gara di squadra. Ci sono mancati un po' i giovincelli, perché il bronzo era nelle nostre tasche. L'esperienza per partire in prima ce l'avevo solo io. La medaglia l'abbiamo persa noi, non l'ha vinta la Svezia". "Per me sono stracontento - spiega - ho rotto il ghiaccio e penso di riuscire a lottare alla pari nei 100. Ho fatto vedere la mia stoffa, questa prestazione mi rilancia. Rio 2016? Pensiamo prima a Londra, ma non si sa mai... Ora penso ai miei cento: due russi e due francesi li vedo in finale, ma se miglioro qualche decimo la medaglia ci può scappare".    

Per il resto, più ombre che luci nella giornata d'avvio: Cesare Sciocchetti ha chiuso ultimo la finale dei 400 stile libero in cui il francesino diciottenne, Yannick Agnel, si è andato a prendere l'oro davanti al primatista del mondo, il tedesco volante Paul Biedermann, e all'idolo di casa, Gergo Kis. Male anche i dorsisti: Mirco Di Tora e Damiano Lestingi non entrano in finale, chiudendo col 13/o e 14/o tempo. "Ho bisogno della copertura, così non ho punti di riferimento e vado a sbattere - dice infuriato Di Tora - so che per un atleta di livello questa cosa fa ridere, ma è andata così".  Eliminato nella semifinale dei 50 farfalla anche Mattia Nalesso, 11/o. E manca la finale nella stessa specialità pure Silvia Di Pietro, 9/a. Sorride invece Fabio Scozzoli, da Forlì: come tutte le altre matricole azzurre ha pagato dazio con un'impietosa rasatura a zero, ma si gode il passaggio alla finale dei 100 rana con il quinto tempo.   Aspettando Super Fede, Pellegrini, per risollevare le sorti azzurre, anche Super Pippo promette battaglia per la gara di giovedì: "La stoffa si è vista". L'Italia incrocia le dita.

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