Ragusa, agente penitenziario tenta il suicidio: è in coma

L'uomo, 44 anni, si è impiccato con una corda nel garage di casa, ma è stato salvato dalla moglie. I sindacati: "Un altro risultato del malessere generale"

RAGUSA. Un assistente capo di polizia penitenziaria ragusano di 44 anni, in servizio nel carcere di piazza Lanza, a Catania, ma da un mese distaccato nel carcere di Ragusa, la notte scorsa nel garage di casa, nel capoluogo ibleo, ha tentato il suicidio impiccandosi con una corda. Ora si trova ricoverato in coma nell'ospedale di Ragusa. Ad accorgersi del tentativo di suicidio è stata la moglie, che ha dato subito l'allarme.    


Lo ha reso noto il vice segretario generale dell' Organizzazione sindacale autonoma polizia penitenziaria (Osapp) Domenico Nicotra, secondo il quale il tentativo di suicidio "é da ricondurre alle continue ed inutili richieste dell'uomo, con 23 anni di servizio, di un trasferimento definitivo a Ragusa, del quale aveva necessità per assistere la moglie malata, e al disagio dell'uomo, costretto a spostarsi in auto ogni giorno". Nicotra ha sottolineato "il malessere che si vive nelle carceri italiane, dato da diversi fattori come il sovraffollamento e lo stress continuo causato anche dagli svariati tentativi di suicidio da parte dei detenuti".     


"I poliziotti penitenziari - ha affermato il sindacalista - sono giornalmente caricati del gravoso compito di sorvegliare sui detenuti ed evitare questi avvenimenti, ma per quanto diligente e ben istruito possa essere il poliziotto, nessuno può evitare che prima o poi questa situazione gli si rivolti contro"

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