Papà Rossi: "Valentino ha una voglia matta di tornare"

Graziano, anche lui ex motociclista, parla del rientro del figlio, domenica in Germania. "Mondiale impossibile, ma quello che conta per lui è esserci". Su Lorenzo: "Mi sta antipatico, copia Vale, ma in moto va forte"

MILANO. Valentino Rossi rientra già al Sachsenring, domenica, a meno di un mese e mezzo dalla caduta al Mugello. Il padre sperava rimandasse di due settimane.
"Perchè l’osso ritorni completamente a posto - risponde Graziano Rossi -, ma la radiografia ha evidenziato che la tibia va meglio, per cui è arrivato l'ok dei medici". Insomma Valentino è proprio disobbediente, da buon padre sperava che lasciasse le moto per dedicarsi alle macchine... “Quella era stata la mia prima idea, ancora probabilmente deve dire molto sulle due ruote: per lui non rappresentano una fidanzata consumata. Ha visto come ha girato a Brno?”.



Lorenzo è in testa al Mondiale con 165 punti, Valentino è settimo a 61. Mancano 10 gare dalla fine, spera ancora di vincere?


“Impossibile, inutile anche solo fare i conti”.







Allora resta solo il sapore del miracolo, per uno stop che avrebbe dovuto essere di 4 mesi.



“Quando si fa male il lavoratore di un’azienda, finchè è sotto malattia prende i soldi comunque, può restare fermo anche tutto il tempo. Nel caso di un pilota, ha voglia e bisogno di andare. E la medicina oggi dà la possibilità di fare molto presto”.




A Usa ’94 Franco Baresi si infortunò nella prima gara e rientrò per la finale. Però era un semplice menisco.



“E in moto la gamba non è importante quanto a calcio”.




Neanche nelle piegate?


“Sarebbe pericoloso caderci sopra, l’unico rischio è quello”.



Perchè allora correrlo, se non ha speranze di rimonta?


“Più gare salta, più elevato poi è il rischio di pagare la disabitudine alla pista. Il risultato finale conta solo per un 30%, le gare valgono una ad una: dovesse aggiudicarsi le ultime 2-3, si presenterebbe l’anno dopo con grandi motivazioni e ritrovata competitività”.



Come ha passato queste cinque settimane?


“Facendo rieducazione, molta piscina per la spalla. E’ voglioso di rientrare, la prova di lunedì è stata molto incoraggiante”.



Il passaggio alla Ducati quando si concreterà?



“Adesso è verosimile, un’ipotesi molto affascinante: una sfida e una marca nuova, italiana. Soprattutto, uno sportivo ogni tanto ha bisogno di rinnovare motivazioni e rapporti interpersonali. Per questo cambiare casa sarebbe l’ideale”.



Valentino ha 31 anni, sino a quando continuerà?


“In moto è più difficile che in macchina mantenere la condizione psicofisica adatta. Peraltro c’è l’esempio di Capirossi che a 37 va ancora forte. La motocicletta, ripeto, è come una fidanzata: bisogna vedere se te la dà ancora, altrimenti già a 32 anni sei finito”.



Michael Schumacher è ancora in pista a 41, fino a quando fa in tempo a cambiare mezzo?


“Piloti come Nigel Mansell, Keke Rosberg e Mario Andretti hanno vinto a 40 e anche più”.



Jorge Lorenzo sarà un degno campione del mondo?


“A me sta antipatico. E’ uno che bleffa, copia Valentino in tutto quello che può. Va molto forte, bisogna riconoscerlo”.



Anche suo figlio la pensa così?


“Non gliel’ho mai chiesto”.
 

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