Proiettile a Lo Monaco: chieste due condanne

L'amministratore delegato del Catania ricevette in sede una pallottola inesplosa, oltre a telefonate e messaggi intimidatori. Imputati due calabresi

CATANIA. Il sostituto procuratore Angelo Busacca ha chiesto la condanna a tre anni di reclusione e una multa di 900 euro per i due presunti autori di minacce gravi nei confronti dell'amministratore delegato del Catania, Pietro Lo Monaco, che ricevette nella sede della società una busta a lui indirizzata contenente un proiettile calibro 38 inesploso, oltre a telefonate e messaggi intimidatori.    
Imputati sono i calabresi Domenico Mafrica di 42 anni, di Reggio Calabria, e Salvatore Scalia, di 48, di San Luca, che hanno scelto il ricorso al rito abbreviato e sono processati, per tentativo di estorsione, dal Gip Marina Rizza.    
All'udienza non ci sono state costituzioni di parti civili e il Gip, dopo la requisitoria del pm, ha rinviato il procedimento al 29 settembre prossimo. Sulla vicenda la Federcalcio ha aperto un'inchiesta e il procuratore Stefano Palazzo ha chiesto alla magistratura di Catania la trasmissione degli atti.    
Secondo quanto emerso da indagini della Digos della Questura la vicenda si inquadrerebbe nell'ambito di diverbi insorti tra la società e un procuratore sportivo che con un amico avrebbe sollecitato Lo Monaco affinché un giovane giocatore della Primavera esordisse in Serie A. Dopo ripetuti rifiuti l'uomo avrebbe alzato i toni passando dalle telefonate ai messaggi di minacce fino ad arrivare all'invio del proiettile. La busta, spedita da Giardini Naxos (Messina), sarebbe servita per costringere Lo Monaco ad adoperarsi per svincolare dalla società il giovane calciatore o per farlo esordire in serie A, cosa non avvenuta, per fare lievitare il valore del cartellino del giocatore. 

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