Sicilia, Sport

Mondiali, l’Uruguay di Cavani cerca la finale

La squadra sudamericana in campo contro l’Olanda. Il ct orange: guai a sottovalutare gli avversari

CITTA' DEL CAPO. L’Uruguay del rosanero Cavani alla prova del 9. Stasera affronterà l’Olanda, per una gara che vale la finale del mondiale. Il match si giocherà questa sera a Città del Capo. Gli orange non sottovalutano l’incontro, anzi il ct Van Marwijk, ripete da giorni: "Dobbiamo evitare l'arroganza, quando le cose vanno male tendiamo ad esserlo, ma adesso i giocatori sembra che abbiano capito il messaggio. Del resto noi siamo qui per vincere il titolo". Forse anche perché Van Marwijk conosce i suoi polli: dispone di un parco di giocatori straordinari, soprattutto dalla tre quarti in su, ma che non perdono occasione per beccarsi, tanto da far diventare una stretta di mano in allenamento fra i due che si stanno meno simpatici, Sneijder e Van Persie (il cui gonfiore al gomito non sembra impedirgli di prendere parte alla sfida), un qualcosa di cui parlare. L'altro limite di questa squadra Van Marwijk lo ha perfettamente individuato: si piace un po' troppo. Se quando le cose vanno male tende a diventare arrogante, quando invece vanno bene l'Olanda ha un po' la tendenza a fermarsi a guardare la propria immagine riflessa nel fiume, anziché continuare a galoppare, affondare il colpo e chiudere la partita.
E' forse anche per questo che di tutti i suoi galli e i suoi pavoni, il tecnico ha scelto di fare l'elogio più accorato del brutto anatroccolo Dirk Kuyt. Partito per il Sudafrica come duttile rincalzo di lusso dei quattro fenomeni (Robben-Sneijder-Van der Vaart-Van Persie) un po' per gli acciacchi degli altri, un po' per una scelta tecnica è diventato un titolare fisso, pedina imprescindibile dello scacchiere tattico. Può fare indifferentemente tutti e quattro i ruoli offensivi del 4-2-3-1 e se è quello dai cui piedi ci si aspetta di meno, in queste prime partite ha lavorato come un mulo in copertura e portato il suo mattone di qualità nella costruzione. "Nel Liverpool ha avuto un anno duro - ha detto - ma per noi é un giocatore molto importante e anche Benitez lo ha sempre elogiato per la sua duttilità. Ma non solo: è incredibile l'entusiasmo che trasmette, è contagioso". Difficile, quindi, che il ct pensi di fare a meno di lui: dovrebbe confermare l'assetto offensivo che ha battuto il Brasile. Con Van Persie per ora un po' in ombra, Van Marwijk punta però soprattutto sui suoi due gioielli più preziosi, Robben ("ha un talento tremendo - ha detto di lui il ct - è uno dei migliori giocatori della terra, sono contento che abbia recuperato forma nel momento giusto, può essere decisivo") e Wesley Sneijder del quale ha elogiato il lavoro in allenamento, cominciato subito dopo la finale di Champions. Non ci saranno gli squalificati Van der Weil e De Jong, al loro posto ci saranno Bouhlarouz e De Zeeuw (ipotesi suggestiva ma poco probabile l'impiego di Van der Vaart in mediana).    Van Marwijk cerca anche di evitare il pensiero di una finale che comunque vada l'altra semifinale sarebbe estremamente suggestiva. "Credo che il modello olandese - ha detto - abbia influenzato la cultura calcistica del Barcellona, ma adesso siamo noi che ammiriamo il Barcellona: quello che stanno giocando i blaugrana e la nazionale spagnola è il calcio più bello. O con la Spagna o con la Germania sarebbe una finale meravigliosa: ma la cosa più importante è arrivare alla finale ".

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