Mafia, Lari: "Ciancimino non ha l'obbligo di dire la verità"

Lo ha affermato il procuratore di Caltanissetta che ha aggiunto: "Non è un testimone nè un collaboratore. Sta a noi riscontrare ciò che dice". Previsto questa mattina un vertice dopo le perquisizioni in casa di don Vito

CALTANISSETTA. Si terrà questa mattina in Procura un vertice per fare il punto della situazione dopo le perquisizioni nelle abitazioni della famiglia Ciancimino. Ad occuparsene saranno i magistrati di Caltanissetta e gli investigatori della Dia ed è lo stesso procuratore di Caltanissetta, Sergio Lari, a spiegare: “Massimo Ciancimino non è un testimone né  un collaboratore, pertanto non ha l’obbligo di dire la verità. E’ credibile se riscontriamo ciò che dice”. Parole a cui lo stesso Ciancimino risponde così: “Saranno i magistrati a verificare se quelle carte sono utili. Io devo pensare anche alla mia famiglia e anche io ho diritto alle ferie”. Non pensano alle vacanze, invece, alla Procura nissena. “Dobbiamo fare in fretta – continua Sergio Lari – Abbiamo un obbligo morale su alcune persone, almeno sette, già condannate per la strage di via D’Amelio e sui quali ci sono forti dubbi sulla loro reale responsabilità”. Maggiori dettagli si possono leggere nell’edizione cartacea del Giornale di Sicilia in edicola oggi, lunedì 5 luglio 2010.

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