Appalti, costruttori sul piede di guerra

Giuseppe Di Giovanna, presidente dell’Ance Palermo: “Il drastico crollo dei lavori sta mettendo in ginocchio l’economia dell’Isola”

PALERMO. Dopo l’impietosa analisi della Corte dei Conti sul crollo dei lavori pubblici in Sicilia, i costruttori puntano l’indice contro la politica. “La relazione del procuratore Giovanni Coppola ha messo nero su bianco quello che noi affermiamo da tempo”, è l’incipit di una nota firmata da Giuseppe Di Giovanna, presidente dell’Ance Palermo. Il drastico crollo degli appalti sta mettendo in ginocchio l’economia dell’Isola. Adesso non siamo più soli a lanciare l’ allarme”, sottolinea l’esponente dell’Associazione nazionale costruttori edili, che poi va al cuore del problema: “Invece di investire in settori produttivi come l’edilizia che fanno da traino anche per altri settori, in questi anni si è preferito alimentare il precariato spargendo risorse per prolungare contratti a tempo che non hanno fatto altro che aumentare il deficit dei vari enti. Il tutto ad assoluto svantaggio del motore sano dell’economia che è rappresentato dall’imprenditoria”.
Subito dopo Di Giovanna prende di mira “la scelta della classe politica, che negli ultimi anni è stata quella di mantenere questa sorta di purgatorio nei settori produttivi quando, invece, l’unico modo per rimettere in moto l’ economia sarebbe quello di investire nel settore. Adesso - conclude il presidente dell’Ance Palermo- è necessario che i nostri politici abbiano il coraggio di prendere delle decisioni che non possono più essere rinviate e delle posizioni chiare per uscire da questa empasse”.
Insomma, dai costruttori giunge un duro atto di accusa, inevitabile considerato il desolante quadro tratteggiato dalla relazione della Corte dei Conti: gli appalti in Sicilia erano stati 1.022 nel 2007, poi si sono ridotti a 883 l’anno successivo per toccare la quota, molto bassa, di appena 676 alla fine del 2009. Peraltro molti appalti banditi nel 2005 non sono stati ancora terminati ed alcuni neppure hanno avuto inizio. Quanto a quelli dello scorso anno, la Regione li ha finanziati con 506 milioni, vale a dire il 10 per cento in meno rispetto al 2008. Nella sua relazione Coppola ha sottolineato anche che l’attuale legge sugli appalti fa i conti con un meccanismo di aggiudicazione aggirato dalle imprese, che presentano quasi sempre lo stesso ribasso (7,3152 per cento).
E proprio sulla legge di riforma degli appalti, attesa dall’Ars per il voto la prossima settimana, interviene Elio Caprì, presidente dell’associazione regionale liberi professionisti architetti ed ingegneri: “Nel mese di aprile del 2009 e lo scorso febbraio tra le rappresentanze dei professionisti, degli imprenditori e dei lavoratori del settore e la Regione erano state concordate delle modifiche alla normativa vigente. Non solo: presso l’assessorato era stato pure istituito un tavolo tecnico. Ebbene, di tutte queste modifiche concordate finora non c’è traccia nel testo che andrà in aula martedì”.
Caprì, quindi, lancia alcune proposte “per intervenire sulle vere problematiche del settore”. Anzitutto sollecita l’attivazione di un fondo di rotazione a favore degli enti locali: “L’articolo 31 della finanziaria regionale dello scorso anno prevedeva 60 milioni di euro per questa finalità, ma non se ne hanno più notizie”.
Infine il presidente dell’associazione regionale liberi professionisti architetti ed ingegneri auspica “chiarezza sulle procedure per la celere approvazione dei progetti” e la predisposizione di “un bando- tipo per l'affidamento degli incarichi ai professionisti, per i quali dovrebbe inoltre essere previsto un albo unico regionale”.

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