Corte dei Conti, in Sicilia per il 118 spesi 87,5 milioni

Nel 2002 secondo anno di attivazione del servizio la Regione aveva sborsato circa 9 milioni di euro

PALERMO.  Il servizio di emergenza "118" continua a costare "tantissimo" alla Sicilia, secondo la relazione del Procuratore generale della Corte dei Conti Giovanni Coppola, presentata oggi allo Steri di Palermo. Se nel 2002 (secondo anno di attivazione del servizio) sono stati spesi circa 9 milioni di euro, nel 2009 la Regione ne ha spesi circa 87,5 soltanto per il personale e i mezzi. Da questa cifra sono escluse le spese generali, rimborsate a consuntivo "mentre dovrebbero essere invece rimborsate a percentuale".
In aumento anche i costi del personale di servizio e dei mezzi, progressivamente aumentati.
"Secondo la convenzione stipulata originariamente tra Regione siciliana e Croce rossa italiana - ha precisato Coppola - il servizio 118 doveva essere assicurato con 157 ambulanze, di cui 10 in stand - by, quindi con 147 mezzi circolanti". A fine 2009, però, le ambulanze ammontavano a "256 circolanti con equipaggio, oltre 10 senza equipaggio" per la sostituzione eventuale dei mezzi in caso di manutenzione o avaria. In aumento anche il personale addetto a ciascuna ambulanza, passato da 10 a 12 unità. Così nel 2008 gli autisti/soccorritori sono stati 3038 contro i 3083 del 2009, per un costo complessivo di 81.793.123 euro.     
Il procuratore ha poi giudicato "molto positivo" il dato rappresentato, invece, dalla spesa farmaceutica, specialmente quella convenzionata, che ha registrato un decremento del 4,45% rispetto all'anno precedente.

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