Manovra, la Cgil: a Catania taglio da 18 milioni

È la stima emersa dalla ricerca condotta da Ires e da Cerdfos sui ridimensionamenti previsti agli enti locali da parte del governo

CATANIA. Il Comune di Catania dovrà fare a meno di circa 18 milioni di euro di trasferimenti statali, rispetto al 2008.  È la stima emersa dalla ricerca condotta da Ires Cgil e da Cerdfos sui tagli previsti agli Enti locali dalla manovra del governo.
"La manovra è sbagliata e iniqua - afferma Angelo Villari, segretario provinciale della Cgil di Catania - perché taglia pesantemente i trasferimenti fiscali dallo Stato centrale alle Regioni, ai Comuni, alle provincie: 14,6 miliardi di euro, pari a metà dell'intera manovra, nei due anni 2011 e 2012 . Questa 'manovra correttiva' così strutturata non aiuta l'economia".
"Questi numeri la dicono lunga sul prezzo che il singolo cittadino dovrà pagare: circa  200 euro di onere a testa - sottolinea il responsabile dell'Ires, Tuccio Cutugno Cutugno -. Eppure la Cgil ha più volte fatto la sua proposta; bisogna tassare i patrimoni  e punire gli evasori, ed evitare di punire i lavoratori dipendenti e precari".
"La Sicilia ha un tasso di disoccupazione femminile altissimo, il più alto in Europa - osserva il responsabile della Cerdfos, Beppe Citarella - eppure cosa fa la Regione per tutto questo?".

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