Il fallito attentato a Falcone, nominati periti per un esame Dna

Le tracce di un uomo, isolate dalla polizia scientifica, saranno confrontate con quelle degli indagati e con quelle di due poliziotti uccisi dopo il tentato omicidio del giudice all'Addaura

CALTANISSETTA. Il Gip di Caltanissetta, Lirio Conti, ha nominato il collegio di periti e dato loro il mandato per accertamenti sul Dna di un uomo, isolato dalla polizia scientifica, relativo a uno dei personaggi che partecipò al fallito attentato all'Addaura al giudice Giovanni Falcone e per il confronto con quello di cinque indagati e di due agenti di polizia assassinati.     
L'incarico è stato disposto come incidente probatorio. Il Gip ha disposto il confronto con il Dna estratto con quello degli indagati: Salvatore Madonia, di 54 anni, Gaetano Scotto, di 58, e Raffaele e Angelo Galatolo, rispettivamente di 60 a 50 anni. Sotto inchiesta è anche il pentito Angelo Fontana, di 47 anni, che, con le sue rivelazioni, ha consentito ai pm di riaprire le indagini che mirano, tra l'altro, ad accertare l'eventuale coinvolgimento di esponenti dei Servizi segreti nel fallito attentato del 1989.    
Il Dna estratto sarà confrontato anche con quello di due poliziotti uccisi: gli agenti Antonino Agostino ed Emanuele Piazza, assassinati in circostanze diverse dopo il fallito attentato. Le loro morti presentano ancora molti lati oscuri.
L'incidente probatorio era stato richiesto dalla Procura della Repubblica di Caltanissetta. Il collegio dei periti è composto dai medici legali Adriano Tagliabracci e Valerio Onofri di Ancona e Salvatore Procaccianti e Gregorio Seidita di Palermo. Avranno 90 giorni di tempo per redigere la loro relazione. Gli esami cominceranno il prossimo sette luglio alle 12 nella sede dell'istituto di medicina legale di Ancona.

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