Sicilia, come gestire i fondi?

L’assessore Cimino ci tiene a far sapere che la Sicilia non ha affatto perso i 55 miliardi dei Fondi strutturali. Sostiene che le procedure di spesa sono in via di rapida definizione. I tempi verranno rispettati senza difficoltà. Tanto più che gli impegni già presi sono sufficienti a impedire il rientro dei fondi nei forzieri di Bruxelles.




Inutile dire che, per una volta, siamo contenti di esserci sbagliati. Molto contenti. Il fatto che la Sicilia possa ancora utilizzare risorse tanto rilevanti è una gran bella notizia. Visto che ci siamo però sarebbe anche utile conoscere i tempi per l'utilizzo di queste risorse. Altrettanto importante la trasparenza sulle destinazioni di spesa. L'assessore Cimino dice che sarebbe bastata una telefonata per sapere che i 55 milioni non avevano preso il volo per Bruxelles ma erano ancora fermi a Palermo. Allora cogliamo l'occasione per far sapere in anticipo il contenuto della prossima telefonata: vorremmo conoscere le scadenze e le modalità di impiego di quei fondi. Su questo punto la dichiarazione dell'assessore non è proprio chiarissima. Dice che non serviranno per sistemare la frana di Giampilieri e nemmeno per il rilancio della Fiat di Termini Imerese. Tanto meno per il finanziamento del piano di sicurezza ambientale. Peccato. Potevano essere investimenti utili. Però non sarà così: Forse non era nemmeno possibile indirizzarli su quelle operazioni. Tuttavia l'interrogativo resta. A che cosa serviranno questi fondi? Perché un dubbio assale: non è che verranno usati per stabilizzare i 22 mila precari dei Comuni siciliani. Siamo certi che non sarà così perché si tratta di Fondi strutturali. come tali destinati allo sviluppo. Usarli per la sanatoria degli avventizi non è certo un esempio di incentivazione alla crescita economica.




Ma le urgenze maggiori riguardano il calendario. Dallo stanziamento deciso da Bruxelles sono già passati quasi tre anni. Che cosa è accaduto in questo intervallo di tempo non è noto. Le procedure sono state così prudenti e riservate da far venire il dubbio che i soldi fossero stati persi. L'assessore Cimino dice che la situazione è sotto controllo A questo punto, però, è lecito ottenere degli impegni precisi sulle scadenze. Non sono certo i problemi che mancano in Sicilia. Casomai la volontà e la determinazione di affrontarli. Non c'è dubbio che i ritardi hanno cause antiche. E' sicuro che l'attuale giunta vuole mettersi al passo. Tuttavia servirebbe che questa determinazione fosse suffragata da fatti concreti. Purtroppo la situazione all'Ars non induce all'ottimismo. La maggioranza uscita fortissima dalle urne è andata in pezzi. La giunta passa più tempo a pensare alla propria sopravvivenza che non alla cura della Sicilia. In queste condizioni non stupisce se vengono dei dubbi sulla reale capacità dell'amministrazione di adottare le procedure per non perdere i finanziamenti di Bruxelles. Per sciogliere questi nodi forse una telefonata non basta. Ma per quel che ci riguarda ne faremo più di una.

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