Sicilia, Politica

Pdl ufficiale e Lombardo, faccia a faccia sui precari

Tagliare altre spese per salvare i lavoratori: con questa mossa gli uomini di Berlusconi vogliono risolvere la vertenza e mettere all'angolo il governatore

PALERMO. Tagliare altre spese per salvare i precari: è la mossa del Pdl ufficiale nella partita a scacchi per trovare una soluzione alla difficile vertenza per il rinnovo dei contratti ai 22.500 precari degli enti locali. Una mossa per mettere all’angolo Lombardo e l’Mpa, che da giorni stanno guidando la protesta indirizzando contro il governo nazionale il malumore dei lavoratori.Mai stati così distanti il governatore e gli uomini di Berlusconi. Anche perchè questa volta è sfida per il controllo di un bacino di 22.500 persone. Finora l’unica soluzione sul tappeto è la deroga al patto di stabilità che il governo regionale ha chiesto a Tremonti per poter consentire ai Comuni di rinnovare i contratti pur facendo saltare i conti pubblici. Venerdì scorso, dopo un incontro con Gianni Letta, Lombardo ha detto che qualche spiraglio si è aperto rinviando a oggi i primi incontri al ministero.Ma lunedì anche il presidente dell’Ars, Francesco Cascio, e il presidente della commissione Affari costituzionali del Senato, Carlo Vizzini, hanno incontrato il braccio destro del premier ricavandone una diversa sensazione. La deroga è molto difficile da ottenere mentre lo Stato sta tagliando ovunque. Cascio e Vizzini correggono così l’entusiamo del governatore: «Letta ci ha ribadito ciò che già aveva detto a Lombardo, che sarebbe complesso chiedere al governo centrale una deroga al patto di stabilità che riguardi solo la Regione Sicilia perchè un tale provvedimento dovrebbe estendersi a tutte le altre Regioni e ciò metterebbe in discussione l’intera manovra nazionale».Da qui parte il Pdl ufficiale per provare a guidare la trattativa con Roma e «dare ai lavoratori risposte serie». Sottilmente Cascio e Vizzini hanno aggiunto che «il Parlamento regionale (non il governo quindi, ndr) sta avviando un fitto tavolo di confronto con il governo nazionale per raggiungere l’obiettivo».Tanto basta per aprire il braccio di ferro. Perchè Lombardo ha risposto rilanciando tutte le sue mosse avviate ormai da settimane: «A scanso di tanti equivoci emersi nelle dichiarazioni di tanti politici, va precisato che la Regione non chiede un euro allo Stato ma deroghe che consentano di affrontare le anomalie siciliane legate al sistema dei rinnovi contrattuali alle quali va posta fine una volta per tutte». Lombardo è tornato a chiedere «il massimo di convergenza tra le forze politiche e sociali». E poi il governatore ha aggiunto che oggi «verrà esaminata in commissione Bilancio la legge per la stabilizzazione di questo personale, figure indispensabili per la funzionalità degli enti locali le cui piante organiche si sono impoverite per l’esodo di migliaia di dipendenti e il blocco delle assunzioni».Ma anche su questa legge ci sono dubbi di efficacia da parte del Pdl. «Letta ci ha suggerito - ha detto Cascio - di non fare nulla che non sia concordato con lo Stato e che non rientri nelle previsioni della manovra economica che si sta approvando a Roma. Anche perchè si tratterebbe di norme a fortissimo rischio di impugnativa». Il testo che Lombardo ha chiesto di mettere subito ai voti è stato scritto prima della manovra di Tremonti. Ma il governatore ieri ha chiesto e ottenuto di votare già oggi all’Ars anche un altro testo, che permette di rifare i contratti a circa 270 precari dei consorzi di bonifica rimasti senza lavoro per il blocco delle assunzioni scattato a fine 2009.

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