L'Europa e i tagli, una lezione per tutti

La festa è finita. Non solo in Italia ma in tutta Europa. Come titola BusinessWeek, la febbre dei tagli si sta diffondendo rapidamente. I piani già annunciati raggiungono un totale provvisorio che sfiora i 200 miliardi. La maggior parte concentrati nei prossimi due anni. Si tratta soprattutto di tagli alla spesa pubblica. Ci sono riduzioni di spesa per 15 miliardi in Spagna, che si aggiungono a un impegno ancora più oneroso per altri 50 miliardi preso a febbraio. Manovra di 30 miliardi in Grecia, che si aggiunge ad altri cinque piani analoghi intrapresi negli ultimi cinque mesi. Piani di valore inferiore (rispettivamente per 3 e 1 miliardo) a Dublino e Lisbona.
Ma anche paesi ritenuti solidi stanno varando i loro tagli. Sette miliardi di euro dal nuovo governo conservatore inglese di David Cameron. In Francia 5 miliardi, con misure per altri 95 miliardi da discutere nelle settimane a venire. Angela Merkel ha varato un piano da 80 miliardi fino al 2016. Il piano farà cadere la scure soprattutto sui sussidi statali, compresi quelli ai disoccupati e altre forme di assistenza ai poveri. In questo quadro sono maturati i 24 miliardi di riduzione di spesa in Italia.
Stiamo assistendo a un esperimento politico-sociale senza precedenti. Per la prima volta l'Europa nel suo complesso sta riducendo la spesa pubblica, che era sempre aumentata nei decenni precedenti soprattutto per pensioni, assistenza alla disoccupazione e ai meno abbienti.
In molti paesi i tagli di spesa hanno riguardato soprattutto gli stipendi del pubblico impiego. La motivazione è stata generalizzata: esistono ampi margini di spreco o di rendita nel settore statale. La riduzione degli stipendi dovrebbe portare all'eliminazione degli sprechi senza pregiudicare l'offerta di servizi. Un'altra delle ragioni della riduzione degli stipendi dei dipendenti pubblici è che questi hanno goduto di un trattamento privilegiato durante la crisi, data la relativa sicurezza del loro posto di lavoro rispetto ai loro colleghi del settore privato. Ma la sensazione è che i piani di riduzione della spesa siano solo all'inizio. L'Europa nel suo complesso ha cambiato passo. Scopre la sua unità nel momento delle difficoltà. Una lezione che vale per tutti: da Copenaghen a Palermo.

© Riproduzione riservata

* Campi obbligatori

Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)
Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)

I più cliccati