Edilizia, in Sicilia crollo del 60%

E' quanto è emerso durante l'incontro 'Oltre la crisi, il ruolo della pmi'' organizzato a Palermo dalla Cna regionale e da Unifidi-Imprese Sicilia

PALERMO. Negli ultimi due anni la crisi economica ha scosso duramente il sistema economico siciliano. Il settore dell'edilizia, sia quello legato alle commesse private che quello legato agli appalti pubblici, ha subito un vero e proprio crollo con una diminuzione di oltre il 60% dei lavori rispetto agli anni precedenti. E' quanto è emerso durante l'incontro 'Oltre la crisi, il ruolo della pmi'' organizzato a Palermo dalla Cna regionale e da Unifidi-Imprese Sicilia. Secondo la Cna, in queste settimane la grande industria metalmeccanica, presente nell'isola, ha aumentato le richieste all'Inps di messa in cassa integrazione dei dipendenti e tanti subfornitori hanno cominciato a licenziare i lavoratori.   Il distretto del tessile abbigliamento, che lavora da anni per le grandi griffes, ha subito una riduzione degli ordini e in contemporanea una riduzione dei pagamenti sui capi confezionati. Sono diminuiti i livelli di attività e di fatturato nei settori dei servizi alla persona, così come dei servizi alla produzione e alle cose, a partire dall'autotrasporto.  "I poli territoriali della ceramica, abituati ad esportare le produzioni nei paesi economicamente piu avanzati sono in recessione da tempo - ha detto il segretario regionale della Cna, Mario Filippello - E' aumentato il livello d'indebitamento delle nostre imprese. La Sicilia sta pagando il prezzo più alto della crisi".  Nel quarto trimestre 2009 la persistenza di condizioni di incertezza e difficoltà si e manifestata soprattutto attraverso nuove diminuizioni di volume di affari, della produzione e degli ordini. "Sul calo del fatturato complessivo ha inciso soprattutto la debolezza della domanda interna - ha aggiunto Filippello - L'occupazione e fortemente diminuita. Il basso utilizzo della capacità produttiva e la perdurante debolezza della domanda continuano a frenare gli investimenti. E pur diminuendo non si sono attenuate le difficoltà di accesso al credito, sia per quel che riguarda la disponibilità dei finanziamenti bancari, che per quel che concerne le condizioni richieste dagli istituti".

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