Precari, a Palermo altri due giorni di cortei

Gli enti locali in strada anche domani per protestare contro lo stop ai rinnovi dei contratti imposto dal rispetto del patto di stabilità e dall’ultima manovra economica di Tremonti

PALERMO. Altri due giorni di cortei. I precari degli enti locali in strada, dopo oggi, anche domani per protestare contro lo stop ai rinnovi dei contratti imposto dal rispetto del patto di stabilità e dall’ultima manovra economica di Tremonti. Ma da Roma continuano a non arrivare segnali che inducano a sperare in un esito positivo della vertenza. Sono in 22.500 i lavoratori che rischiano di restare senza contratto.
In strada, oggi, gli aderenti al sindacato autonomo Mgl (Movimento giovani lavoratori), sigla nata oltre dieci anni fa che in questa fase sta guidando la protesta in tempi e modalità differenti rispetto ai confederali. L’Mgl era già sceso in strada il 26 maggio con circa 9 mila precari: «In quella occasione - spiega Massimo Bontempo - il governo ci assicurò che sarebbe stato organizzato un incontro con i sindaci per individuare una soluzione». Domani saranno Cgil, Cisl e Uil a scendere in strada con un corteo che attraverserà il centro storico di Palermo per raggiungere la Presidenza della Regione.
All’incontro di oggi con l’assessore al Lavoro Lino Leanza e Raffaele Lombardo sono stati invitati i presidenti delle Province e sindaci di tutta la Sicilia insieme con i senatori e i deputati nazionali e regionali. «Lì - ha detto Roberto Visentin, presidente dell’Anci - utilizzerò tutti gli strumenti necessari per superare i vincoli. Ma quella dei precari è una questione sulla quale è difficile dire una parola definitiva, stante che ci troviamo davanti ad un quadro in continua trasformazione. E chi prospetta soluzioni facili fa solo demagogia, così come chi per motivi elettorali fa capire che i problemi sono solo finanziari mentre si tratta di norme disposte dalla Stato». Non a caso a Roma i tempi della trattativa si allungano.
Martedì l’assessore all’Economia, Michele Cimino, ha incontrato i colleghi di altre Regioni: «Il fatto che questo non sia un problema esclusivamente siciliano può aiutarci. Ci siamo riaggiornati alla prossima settimana e poi ci sarà un incontro con Tremonti». Intanto però in Sicilia la tensione cresce. Sempre martedì la commissione Bilancio dell’Ars, guidata da Riccardo Savona, ha affrontato il problema con sindacati e Anci. Il governo era assente, come hanno segnalato Salvo Pogliese e Vincenzo Vinciullo del Pdl ufficiale. Per Savona «siamo ormai all’emergenza sociale. Serve un impegno dei governi nazionale e regionale e dei partiti affinchè si trovi una soluzione». La stessa Anci sembra scettica: «Bisogna capire quali sono i margini possibili di trattativa con lo Stato e questa indicazione può venire solo dal governo regionale - ha detto il vice presidente Calogero Pumilia - noi ci impegnamo a coinvolgere gli organismi nazionali della nostra categoria». Ma Pumilia ha aggiunto che «il quadro è fosco, risulta inquietante che ad oggi non esistono dati certi sul personale

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