Pesca, il regolamento europeo non convince la Sicilia

"In un momento così delicato di crisi economica - spiega l'assessore regionale alle Risorse agricole e alimentari, Titti Bufardeci - stiamo lavorando per garantire un futuro alla nostra flotta peschereccia"

PALERMO. Dall'1 giugno entra in vigore il regolamento mediterraneo sulla Pesca, dettato dalla Commissione europea e il dipartimento Pesca della Regione siciliana avvierà con Ispe e Cnr - in collaborazione con le marinerie locali - una campagna di ricerca per provare l'inefficacia delle norme contenute nel regolamento comunitario: "In un momento così delicato di crisi economica - spiega l'assessore regionale alle Risorse agricole e alimentari, Titti Bufardeci - stiamo lavorando per garantire un futuro alla nostra flotta peschereccia". "Le regole dell'Ue vanno rispettate - aggiunge - ma possiamo rassicurare i nostri pescatori: in autunno, a Bruxelles si riaprirà la discussione sul regolamento; ci presenteremo con forti argomentazioni scientifiche per spiegare le nostre ragioni e modificare queste regole estremamente penalizzanti per la nostra marineria".  "Vogliamo salvare - continua Bufardeci - la tradizione legata ad alcune specie ittiche che sono anche patrimonio della gastronomia siciliana come il cappuccetto, il calamaricchio e il cicirello. Si tratta di tre specie che vengono catturate già adulte". La campagna di ricerca finanziata dalla Regione siciliana costerà 300 mila euro e si baserà su studi compiuti da Sciacca a Trapani.

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