Processo alla nuova cosca di Enna: 12 condanne

Il gup di Caltanissetta ha accolto le richieste del pm. La pena maggiore inflitta a Giancarlo Amaradio, accusasto di aver riorganizzato la famiglia mafiosa

CALTANISSETTA. Si è concluso con 12  condanne il processo ai presunti appartenenti alla nuova  famiglia mafiosa di Enna. Il gup di Caltanissetta, Marcello  Testaquatra, ha accolto le richieste del pm Roberto Condorelli.      
La pena maggiore, 10 anni e 10 mesi, è stata inflitta a  Giancarlo Amaradio di Enna, accusato di avere riorganizzato la  cosca reclutando vecchi e nuovi gregari e manovalanza impiegata  nei danneggiamenti e nei furti a scopo di estorsione.   
Sei anni e 4 mesi per Gianni Briga di Leonforte; 6 anni e 10  mesi per Vincenzo D'Agostino di Agira; 6 anni e 4 mesi per  Gaetano D'Angelo di Valguarnera;  11 anni per Natale Cammarata  di Leonforte; 11 anni e 4 mesi per Giuseppe Di Franco di  Leonforte: 3 anni 8 mesi per Nunzio Gagliano di Aidone, 6 anni  per Giuseppe Miracolo di Adrano (CT), 6 anni per Domenico Riusi  di Valguarnera, 6 anni per Antonio Scaminaci di Cerami; 8 anni e  4 mesi per Davide Tirenni di Leonforte; 9 anni e 8 mesi per  Giovanni Scaminaci di Agira. Tutti hanno ottenuto lo sconto di  un terzo della pena previsto per il rito abbreviato.    
Tre le parti civili costituite: due imprese edili alle quali  venne chiesto il pizzo e un imprenditore agricolo al quale venne  chiesto un riscatto per alcuni cavalli rubati, alle quali sono  state riconosciute provvisionali. Il gruppo avrebbe fatto parte  della cosca al cui vertice secondo le accuse c'era il nuovo  reggente di Enna Salvatore Seminara, allevatore di Mirabella  Imbaccari (Ct). Il processo al presunto capomafia e ai sui tre  fedelissimi di apre lunedì.

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