Sicilia, Editoriali

La norma sugli appalti da modificare

Il disegno di legge che modifica e integra le attuali norme sul sistema degli appalti pubblici, già in IV Commissione all'Ars dopo il parere favorevole della giunta di governo, nasce da un'esigenza condivisa ampiamente, indirizzata a risolvere alcune criticità che l'attuale legislazione presenta.
Esso è nato da una riflessione sull'applicazione della normativa vigente, in un settore strategico dell'economia siciliana come quello delle infrastrutture, in un quadro normativo che in alcuni casi risulta di non univoca interpretazione e con passaggi burocratici farraginosi in alcune loro forme. Da qui è scaturita la proposta operativa concreta, concertata con tutti i soggetti del mondo professionale, imprenditoriale e sindacale, che fornirà, una volta completati tutti i passaggi istituzionali, adeguamenti normativi e riferimenti specifici in materia.
Il governo Lombardo si sta caratterizzando per la sua vocazione riformista, in quei settori più delicati della pubblica amministrazione, si doveva pertanto colmare quel gap procedurale e di assunzione di responsabilità, che fin qui ha rappresentato l'anello debole del sistema-appalti, in un'ottica che guarda sempre più alle indicazioni che provengono dall'Unione Europea.
Un dispositivo più trasparente, meno burocratizzato, che disciplina ulteriormente ruoli e funzioni di alcuni organismi regionali, ripeto, nasce da una condivisione di obiettivi sociali ed economici fra il mondo dell'impresa, la Regione Siciliana e l'Ars. Per rispondere alle esigenze di efficienza, trasparenza e operatività col disegno di legge si è ritenuto opportuno modificare altresì alcuni aspetti, competenze e assetti che riguardano gli organismi istituzionali deputati a promuovere e controllare il settore degli appalti, anche alla luce dei suggerimenti della Corte dei Conti. Ma fondamentalmente sono stati rivisitati i criteri di aggiudicazione degli appalti, rendendoli coerenti con la normativa statale e, inoltre, è stato ridisegnato il sistema dell'aggiudicazione ed esecuzione dei lavori, servizi e forniture in caso di ricorso amministrativo o giudiziario.
Particolare importanza rivestono poi, l'introduzione di una disposizione tesa ad assicurare la legalità e la sicurezza dei lavoratori e la norma concernente la revisione dei prezzi, sempre nello spirito di un valore giuridico improntato alla chiarezza della legge e all'efficacia e uniformità della stessa.
Completato l'iter all'Ars, una volta divenuto legge, l'articolato che modifica e integra la normativa regionale sugli appalti, sarà uno strumento di garanzia per il corretto svolgimento di ogni attività imprenditoriale che vede la Regione quale protagonista della dinamica economica e occupazionale. Quanto ciò, voglio ribadirlo con forza e veemenza, nello spirito riformatore che ci vede in prima linea come rappresentanti della giunta di governo e delle istituzioni, nel pieno rispetto delle regole che dovranno rimanere marchiate a fuoco nelle coscienze dei siciliani, prima ancora che in un dispositivo di legge.
(*) Assessore regionale alle Infrastrutture

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