"Noi, vittime del pizzo": scattano 4 fermi a Palermo

I negozianti hanno collaborato con gli inquirenti, consentendo ai carabinieri di bloccare esponenti del clan mafioso di Resuttana

PALERMO. I carabinieri del comando provinciale di Palermo hanno fermato quattro presunti esponenti del clan mafioso di Resuttana. Sono accusati di associazione mafiosa ed estorsione. Il provvedimento di fermo, emesso dalla Dda di Palermo, si è reso necessario per interrompere l'attività estorsiva degli indagati e la loro possibile fuga.      
Tra gli aspetti importanti del blitz, la collaborazione di numerose vittime del racket che, rompendo il tradizionale muro di omertà, hanno ammesso di avere subito le richieste di denaro, fornendo anche nuovi spunti agli inquirenti.   
L'inchiesta, condotta dal nucleo investigativo del reparto operativo dei carabinieri, è la prosecuzione di una più ampia attività di indagine che, negli ultimi mesi, ha portato all'arresto di 33 tra boss e gregari del mandamento mafioso di Resuttana e al ritrovamento dell'arsenale dei capimafia Salvatore e Sandro Lo Piccolo.    
Un importante contributo all'indagine è stato dato dal neocollaboratore di giustizia Manuel Pasta che ha aiutato i carabinieri a ricostruire la mappa delle estorsioni nel mandamento. L'inchiesta è stata coordinata dai pm della Dda Lia Sava, Marcello Viola, Francesco Del Bene, Anna Maria Picozzi e Gaetano Paci. 

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