Maroni: oggi raccogliamo i frutti del lavoro di Falcone e Borsellino

Il ministro dell'Interno dall'aula bunker: "La lotta alla mafia negli ultimi due anni ha prodotto risultati senza precedenti". E in un bene confiscato nascerà un istituto alberghiero
PALERMO. “Frutti preziosi raccolti grazie al lavoro di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino”. Li ha definiti così il ministro degli Interni, Roberto Maroni, i risultati raggiunti dallo Stato all’indomani delle stragi del 1992. Il ministro Maroni, intervenuto all’incontro nell’aula bunker del carcere Ucciardone nell’ambito delle celebrazioni in ricordo dell’anniversario della strage di Capaci, in cui perse la vita il giudice Falcone, ha sottolineato l’importanza dei risultati registrati nella lotta alla mafia negli ultimi due anni dal Governo. “I numeri degli ultimi due anni non hanno precedenti nella storia. Più di 5.300 mafiosi arrestati e 360 latitanti finiti in carcere. Di questi, ventiquattro facevano parte dei trenta ricercati più pericolosi in Italia”. Lotta alla mafia che procede senza sosta secondo Maroni, dunque, convinto che gli obiettivi fino ad ora centrati siano la naturale conseguenza dei provvedimenti di Governo messi in atto in questi ultimi due anni. Provvedimenti che hanno inasprito e potenziato la battaglia a Cosa Nostra. A partire dall’ “aggressione” ai patrimoni mafiosi. “Mettere subito a disposizione delle gente civile i beni confiscati alla mafia è una sfida esaltante. Altre azioni hanno sostenuto la giustizia a contrastare la criminalità organizzata, come l’inasprimento del carcere duro”, ha affermato il ministro degli Interni davanti alla platea che ha riempito l’aula bunker. Platea composta per la maggior parte da studenti siciliani e da altri provenienti da tutta Italia. Proprio sulla partecipazione della scuola si è soffermato il ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini. “L’azione delle scuole sono la prova che ci stiamo muovendo verso la giusta direzione nella battaglia per la legalità. Come diceva Borsellino, il compito della scuola è rovesciare il processo perverso della mafia”, ha affermato il ministro Gelmini, presente nell‘aula bunker, che oggi ha firmato un protocollo di intesa con il presidente della Provincia di Palermo, Giovanni Avanti per la costruzione di un istituto alberghiero in luoghi confiscati ai mafiosi. Il plesso sorgerà in un’area in via Ugo La Malfa.

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