Giro, Nibali grande sulle strade di Coppi

Prestazione perfetta del messinese e del team Liquigas a Cuneo, città di una delle imprese del Campionissimo

CUNEO. Cuneo, città dei cioccolatini al rum tanto amati anche da Hemingway, ha un sapore dolce e insieme inebriante per i colori italiani. La maledizione è finita. Dopo tre tappe e vittorie soltanto straniere gli italiani fanno saltare il banco a Cuneo. La cronometro a squadre incorona Vincenzo Nibali, messinese, nuovo astro nascente del ciclismo italiano, e sconvolge la classifica generale. Primo Nibali, secondo Basso e terzo Agnoli, tutti compagni alla Liquigas.    
Cuneo città di una delle imprese più leggendarie di Fausto Coppi (quella del '49 che gli permise di vincere il Giro dopo una fantastica cavalcata con 23' di vantaggio su Gino Bartali) e premiata anche con la medaglia d'oro al valor militare per la sua lotta al nazifascismo, torna a sventolare il tricolore. Dopo tre tappe olandesi vissute nel più assoluto anonimato, appena rimesso piede in patria, i corridori di casa fanno centro. E per una volta i tanto blasonati stranieri devono fare da comparse.   
Una macchina perfetta, oggi, la squadra diretta da Stefano Zanatta. Nei 33 km da Savigliano a Cuneo ha inflitto 13 secondi alla turbo-Sky Team di Bradley Wiggins e 21 alla Columbia di Marco Pinotti, campione italiano a cronometro. La temutissima Astana di Vinokourov si è piazzata soltanto al quinto posto, staccata di 38 secondi. Il kazako - adesso sesto in classifica generale a 33 secondi da Nibali - alla fine ha avuto un gesto di stizza perché costretto a rallentare per aspettare Stangelj, quinto uomo della formazione che nel finale si è staccato (al traguardo i team devono arrivare almeno in cinque ed il tempo viene preso proprio sul quinto). A questa cronosquadre il kazako teneva tantissimo, ma nel finale è stato tradito proprio da una squadra che alla vigilia era considerata tra le più agguerrite.    
Perde ancora terreno Cadel Evans: è 27/o a 1'59" di ritardo. L'australiano campione del mondo ha messo alla frusta la sua squadra. Già ridotta in otto per il ritiro di Kohler, la Bmc a un certo punto si è ritrovata in sei. Nonostante questo il suo 37'58" le ha permesso di ritrovarsi anche in testa, almeno fino a quando sono entrati in scena Wiggins e i suoi cronomen di Sky, perdendo posizioni via via poi che sono entrate in azione gli altri team migliori. Ancora una volta Evans paga lo scotto di una formazione non alla sua altezza, tanto che più volte ha dovuto tirare in prima persona. E questo è sicuramente uno scotto davvero troppo grande per uno che è partito con il proposito dichiarato di vincere il Giro.    
La 18/a cronosquadre del Giro (la prima risale al '36), e' stata ancora una volta bagnata dalla pioggia. Non a caso Cuneo oltre ai cioccolatini è famosa per i suoi temporali improvvisi. La pioggia è caduta all'inizio nella parte centrale del percorso, poi anche all'inizio, mentre sul traguardo alla fine ha fatto capolino anche un raggio di sole.    Se Nibali ride e si gode la maglia rosa assieme a Basso e alla sua Liquigas (loro rimangono i due capitani ma chissà se sarà sempre così), la cronosquadre è andata ancora una volta di traverso a Stefano Garzelli, altro uomo di alta classifica. L'anno scorso la sua Acqua & Sapone si era piazzata penultima. Quest'anno lo stesso e Garzelli si ritrova lontano 2'49". Non molto meglio è andato Michele Scarponi (la sua Androni si è classificata quart'ultima). Sempre più staccato dai migliori anche Carlos Sastre: lo spagnolo adesso accusa un ritardo di 2'13", un'enormità anche se ci sono sempre le montagne.    
Dopo la lotta contro il tempo, domani la quinta tappa da Novara a Novi Ligure sarà di nuovo per velocisti. Tappa breve di 162 km. E' la tappa giusta per Petacchi dopo tanti errori e tanta sfortune. Anche perché corre tra la sua gente.

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