Contro la Juventus finisce 1 a 1

CATANIA. Il giorno delle sentenze. Catania-Juventus è partita senza appello, verdetto definitivo che di fatto elimina incertezze e speranze residue. Il pareggio del Massimino blinda la salvezza dei rossazzurri e taglia aritmeticamente fuori i bianconeri dalla corsa per un posto in Champions League.    La festa è solo catanese. A suggellarla, è il boato del pubblico a quattro minuti dal novantesimo. A Bergamo, il Bologna ha appena realizzato la rete che blocca l'Atalanta sul pari lasciando gli etnei a +6 sulla terzultima a due giornate dalla fine. Una situazione di classifica che significa salvezza non aritmetica, ma ormai in cassaforte: a parità negli scontri diretti con i bergamaschi, la differenza reti assoluta è nettamente a favore della formazione di Mihajlovic (-2 contro -13), che così al triplice fischio di Orsato restano a metà campo in attesa del risultato di Bergamo e poi possono dare spazio alla loro esultanza.    Il diario del giorno bianconero è segnato da altri toni. Un posto nella top class europea era ormai un miraggio, dissoltosi in un pomeriggio di grande caldo a Catania, dove la formazione di Zaccheroni denota i consueti limiti riuscendo a riequilibrare lo svantaggio iniziale, ma vedendo il tentativo di sorpasso arenarsi tra svagatezze, imprecisioni e tensioni.  Le temperature estive del Massimino annebbiano le idee degli attaccanti juventini. Iaquinta non inquadra la porta da buona posizione su lancio di Chiellini, ma Del Piero fa decisamente peggio quando un avventato retropassaggio di Biagianti lo libera in piena area davanti ad Andujar: occasione macroscopica, vanificata da una conclusione debole sulla quale il portiere etneo riesce ad arrivare.    Più concreti i padroni di casa, particolarmente attenti a mantenere vicini i reparti in fase difensiva. Dopo un tiro del bomber argentino controllato da Buffon, è Silvestre, al suo primo centro in rossazzurro, a sbloccare il risultato raccogliendo una bella respinta del numero uno avversario su colpo di testa di Potenza. La Juventus potrebbe pareggiare una manciata di minuti più tardi con Del Piero: stavolta il capitano lavora come deve il pallone ricevuto da Diego trovando però sulla sua strada Andujar, eccellente nell'opporsi con la mano di richiamo al tiro a botta sicura. Prima che si vada negli spogliatoi, tocca all'ispirato Silvestre cercare la via delle rete altre due volte con altrettanti colpi di testa fuori bersaglio. Nella ripresa Zaccheroni rileva subito Del Piero con Amauri. Il pari bianconero è quasi immediato: Marchisio, il più vivo dei suoi, sfrutta un buco a centrocampo per inserirsi in area e battere Andujar dopo un primo tentativo frenato da Silvestre. La Juventus guadagna campo costringendo sulla difensiva il Catania, la cui manovra perde intensità. Mihajlovic decide così di cambiare assetto: fuori Biagianti, acciaccato, e dentro Spolli per una difesa a cinque. I tentativi di Iaquinta, Marchisio e Amauri non creano seri problemi ad Andujar, l'offensiva bianconera non è abbastanza fluida e tende a rallentare troppo in mediana, dove Felipe Melo dà segnali di nervosismo (colpo al volto di Alvarez e gesto poco conciliante verso Zaccheroni).   L'ultimo guizzo della partita è di Maxi Lopez, che salta Cannavaro in area e conclude con un rasoterra che Buffon riesce a respingere. Il resto è solo esultanza collettiva rossazzurra per un traguardo stagionale ormai in tasca.

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