Nuovi aumenti per il carburante

Dall'inizio dell'anno le quotazioni internazionali della benzina in media sono cresciute di 6,3 centesimi al litro. I produttori: rialzi inferiori a quelli di Germania, Francia e Spagna

ROMA. Proseguono i rialzi sulla rete dei carburanti. Dal monitoraggio di quotidianoenergia.it risulta che hanno rivisto al rialzo i listini Agip, Api-IP, Erg e Tamoil. Nel dettaglio, a quattro giorni dall'ultimo intervento, il market leader torna ad aumentare la benzina di 0,6 centesimi, fino a 1,431 euro/litro, e il diesel di 0,8 centesimi a 1,275 euro/litro. Api-IP hanno corretto all'insù la verde di un centesimo fino a 1,427 euro/litro e il diesel di 0,6 centesimi, andando a 1,269 euro/litro.
Erg è salita di 0,5 centesimi su entrambi i prodotti, portandosi così a 1,428 euro/litro sulla verde e a 1,269 euro/litro sul diesel. Infine Tamoil ha aumentato il solo diesel: +0,6 centesimi a 1,274 euro/litro.
"Con il recupero di queste ultime settimane, i prezzi internazionali dei carburanti sono tornati su livelli molto vicini a quelli pre-crisi del 2008 sebbene in presenza di un cambio euro/dollaro meno favorevole. Dall'inizio dell'anno le quotazioni internazionali della benzina (Platts) in media sono infatti cresciute di 6,3 centesimi euro/litro contro i 6,2 centesimi dei prezzi interni al netto delle tasse, mentre quelli del gasolio rispettivamente di 7,3 e 5,9 centesimi euro/litro". È quanto si legge in una nota dell'Unione Petrolifera, in cui si sottolinea "come nello stesso periodo gli aumenti dei prezzi interni siano stati inferiori a quelli registrati in paesi come Germania, Francia e Spagna".
Per questo motivo, "in tale contesto, le misure indicate nel protocollo di lavoro recentemente approvato dal ministero dello Sviluppo Economico, cui occorre dare attuazione quanto prima, appaiono adeguate all'obiettivo di ridurre i costi di sistema, tali da avvicinarci al circuito distributivo del resto d'Europa".
Gli aumenti dei prezzi dei carburanti sono "sostanzialmente in linea con le variazioni del mercato internazionale dei prodotti raffinati e del greggio", sostiene anche Luca Squeri, presidente della Figisc, l'associazione che raggruppa i gestori di Confcommercio, commentando in una nota i recenti rialzi dei listini.
"Da un mese fa ad oggi - spiega Squeri - il greggio ha registrato un aumento del 10,67% passando da 58,50 a 64,74 euro al barile, ma soprattutto le quotazioni del Platt's dei prodotti finiti (benzina e gasolio), sulle quali si costruisce il prezzo finale, sono passate per il gasolio da 0,429 a 0,471 euro al litro, registrando un aumento del 9,79% ovvero 0,042 euro al litro di differenza, che diventano 0,050 con l'aggiunta dell'Iva. Il prezzo finale in un mese invece è passato da 1,237 euro al litro a 1,274: una differenza (Iva compresa) di 0,037 euro/litro: vuol dire - prosegue - che non tutto l'incremento dei prezzi internazionali si è ancora trasferito su quelli nazionali per il prodotto gasolio".
Per la benzina "vi è stato un aumento del Platt's del 3,20%, passando da 0,437 a 0,451 euro al litro, ovvero 0,014 euro al litro che diventano 0,017 con l'aggiunta dell'Iva: il prezzo finale, in un mese, è passato da 1,410 a 1,429, ossia 0,019 euro al litro in più, circa 2 millesimi in più della variazione internazionale".
"In sostanza - conclude Squeri - le variazioni dei prezzi sono dovute alle escursioni del mercato internazionale ed all'innalzamento della componente Iva sull'aumento internazionale del prezzo del prodotto finito".

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