La mafia del cemento, le aziende sequestrate

CALTANISSETTA. Nell'ambito dell'operazione "Doppio colpo", che ha portato all'arresto di 14 persone tra boss mafiosi e manager della Calcestruzzi Spa di Bergamo, i carabinieri e la guardia di finanza hanno posto sotto sequestro preventivo capitale sociale e beni per 5 milioni e mezzo di euro, riconducibili a sette aziende siciliane, operanti nel settore del movimento terra.     
Il provvedimento riguarda la David Santo e Gandolfo Snc, una società con sede a Polizzi Generosa (Palermo); la Telg con sede a Riesi (Caltanissetta); l'impresa individuale Lo Cicero Francesco con sede a Campobello di Licata (Agrigento); la Arnone Vincenzo, una srl con sede a Mussomeli (Caltanissetta); altre due imprese individuali intestate Maria Pia Ricotta e Antonio Incognito con sede rispettivamente a Caltanissetta ed a Bronte (Catania); ed infine la Fo.Tra, una srl con sede a Gela. Secondo gli inquirenti Piddu Madonia, Francesco La Rocca e Giovanni Giuseppe Laurino, indicati come esponenti di spicco delle cosche nissena e catanese, avrebbero imposto la fornitura del calcestruzzo prodotto dalla Calcestruzzi spa alle imprese aggiudicatarie di appalti pubblici o privati, eliminando scomode concorrenze e consentendo l'espansione dell'azienda bergamasca nel mercato della Sicilia orientale.

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