Settimana “calda” per Fini: niente nuovi partiti

Tra oggi e giovedì tanti gli incontri in tv e fuori per il presidente della Camera. Bocchino pronto alle dimissioni

ROMA. Nessun nuovo partito, nessuna imboscata in Parlamento e nessun pentimento per aver alzato il dito contro Silvio Berlusconi. Il confronto ha alla base solo ragioni politiche da cui Gianfranco Fini non abdica anche se smorza i toni della polemica. Mentre Italo Bocchino annuncia le proprie dimissioni da vice capogruppo Pdl si chiude una settimana 'intensa' per Fini e per i 'finiani', categoria entrata nel vocabolario della politica con una accezione del tutto nuova, ma se ne apre una altrettanto 'densa'.
Pur in un clima un po' più disteso, dopo il discorso di Berlusconi sul 25 aprile e l'immagine (e il tono) conciliante mostrato a "In mezz'ora", Fini si prepara a vivere una settimana fitta di appuntamenti che lo vedrà impegnato in una 'offensiva' politica e mediatica per spiegare le sue ragioni; una sorta di strategia dell'attenzione ai mass media che si rifà a quella messa in campo dalla Speaker della Camera americana, Nancy Pelosi, che pur rivestendo un ruolo istituzionale non ha mai lasciato la politica attiva.
Un ruolo che Fini rivendica ancora oggi, che però viene guardato con più di un sospetto. Il presidente del Senato, Renato Schifani, ad esempio, ne prende diplomaticamente le distanze: "Oggi - ha risposto a chi gli chiedeva un commento su questo 'attivismo' mediatico della terza carica dello Stato – ho impegni familiari e nei prossimi giorni avrò impegni di carattere esclusivamente istituzionale". Nessun impegno Tv, insomma. E se uno tira di fioretto, l'altro - Fini - non resta a guardare rispondendo (pur indirettamente) al distinguo scandendo dal salotto televisivo dell'Annunziata, che è "da irresponsabili evocare le elezioni anticipate" come fece -ancor prima di Bossi  - proprio Schifani dalle colonne del Corriere della Sera.
Ma a dirla lunga sulla voglia di far sentire la propria voce, più degli appuntamenti televisivi (dopo l'Annunziata in programma potrebbero esserci la partecipazione a Ballarò e un passaggio da Fazio), c'é l'agenda di Fini. Si inizia oggi con la riunione dei fedelissimi: alle 17 il presidente della Camera riunirà nella sala Tatarella i parlamentari che condividono la sua linea. Sarà l'occasione di "contare", non in un clima da corrida, la nuova componente chiamata a discutere la sua strategia e la sua azione in tempi ravvicinati a cominciare dal dibattito che certamente si aprirà sulle annunciate dimissioni da vice presidente del gruppo Pdl.
Già ieri il presidente della Camera ha affermato che  Bocchino ha posto un problema politico sottolineando che se il problema riguardava la sua persona lui è ben pronto a rinunciare alla carica, ma che se così non fosse non ci sarebbe motivo di rimetterci la testa. Occasione per intervenire in pubblico, sempre oggi, viene fornita dalla presentazione del rapporto sulla "Impresa che cambia", dossier curato da Camera, Senato e Cnel.
Domani Fini sarà poi ospite a Ballarò (ed è la prima volta, da presidente): una "piazza" tradizionalmente calda e che preannuncia scintille dialettiche. Nel pomeriggio un altro impegno istituzionale potrebbe dare lo spunto a nuove indicazioni sulla rotta politica che intende prendere il gruppo di minoranza nel Pdl: Fini presenterà infatti il rapporto sulla attività dell'Inps.
Particolarmente atteso è l'intervento che mercoledì Fini farà alla presentazione del rapporto sulla nuova classe dirigente insieme a Luca di Montezemolo.
Veste istituzionale giovedì, quando Fini a Bari parteciperà alla riunione dei presidenti dei parlamenti della "Iniziativa adriatico-ionica". Venerdì, infine, un incontro 'aperto' con gli studenti della facoltà di Scienza delle comunicazioni dell'Università dell'Insubria, a Varese.
Una settimana ricca di appuntamenti, insomma, per un Fini che dopo lo 'strappo' sembra volersi riappropriare di un ruolo politico che "contenga" al suo interno quello istituzionale. Per poter continuare, come ha sottolineato ieri, a dire la sua.

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