Cortina, cade dal campanile e muore: aveva scalato il K2

CORTINA. "L'ultima salita" l'ha compiuta sul campanile parrocchiale di casa, a Cortina. Marco Da Pozzo, 43 anni, guida alpina e 'Scoiattolo' che aveva inciso il suo nome accanto alla cima violata del K2 nel 2004, è morto dopo un breve volo sbattendo violentemente contro uno spigolo del cordolo esterno della torre campanaria. Lì, sulla vetta di uno dei simboli di Cortina, era salito per cambiare delle lampadine del sistema che di notte illumina il campanile.    Erano passate da poco le 9 quando Da Pozzo, assieme a un collega, ha varcato la porticina per salire fino alla ripida guglia ramata del manufatto, restaurato da poco. L'incarico era di routine, ma quando Da Pozzo, regolarmente imbragato alla corda di sicura, era a metà di uno dei lati del vertice del campanile, è successo qualcosa di imprevisto. L'ipotesi più accreditata è che la guida sia scivolata, sotto un cielo carico di nubi scure, e abbia cercato di afferrare il cavo del parafulmine per tenersi, ma questo non ha retto. Un volo di appena 4-5 metri, bloccato dal sistema delle corde di sicurezza, sotto il controllo del collega che seguiva l'operazione dalla botola che permette l'uscita esterna. "L'imbragatura di sicurezza - ha cercato di sintetizzare Franco Gaspari, presidente delle guide alpine cortinesi - ha tenuto bene e ha fermato la caduta, ma Marco è andato a sbattere con violenza contro il cordolo". Un volo ed un impatto su uno spigolo che ha provocato a Marco vari traumi interni all'altezza del torace. Poi, una corsa contro il tempo: sono arrivati altre guide, è giunto un elicottero del Soccorso alpino, è stato calato il verricello e recuperato il corpo esanime di Da Pozzo. Tutto inutile, la guida era morta. Un medico ha parlato di emorragie interne; ma non ci sarà l'autopsia a dare un nome scientifico a una morte che tutti hanno chiamato "una assurda fatalità". Il Pm di Belluno, Massimo De Bortoli, dopo la relazione sull'incidente fatta dal dirigente del commissariato locale, ha dato il via libera alla sepoltura. Al momento, però, accanto alla chiesa non è ancora apparsa quell'unica epigrafe con le indicazioni su luogo e data dei funerali e che, nelle antiche usanze cortinesi, accomuna al momento della morte tutti. Sul piano tecnico, pare ci sia solo da chiarire chi avesse commissionato l'intervento, se il Comune o la Parrocchia.     Il dolore e lo sbigottimento per quanto successo si sono diffusi in pochi attimi nella cittadina ampezzana. Qualcuno è rimasto bloccato come inebetito nella piazzetta, con negli occhi ancora l'immagine di quel corpo che compie un volo di qualche metro. Altri, come Gaspari, con il ricordo sono andati a quel 2004, quando Marco era partito con gli 'Scoiattoli' per il K2 - una delle montagne più insidiose del mondo - ed era tornato vincitore. Come il compaesano Lino Ladedelli e Achille Compagnoni, 50 anni dopo la conquista, aveva vinto la sfida della seconda cima più alta del mondo. "Siamo scioccati - ha detto il presidente delle guide alpine -. Era un fuoriclasse come alpinista". Il presidente degli 'Scoiattoli', Stefano Dimai, è lontano: è ricoverato all'ospedale di Belluno, dopo la caduta dal tetto dello stadio olimpico a inizio aprile in occasione dell'inaugurazione dei mondiali di curling. A ricordare la vittima ed esprimere cordoglio il parroco, don Davide Fiocco, e il vescovo di Belluno, mons. Giuseppe Andrich. Il sindaco Andrea Franceschi si è chiuso nel silenzio.    Forse, in futuro, il campanile non sarà più usato come 'palestra' per discese in corda doppia di guide e 'Scoiattoli' in occasione dei momenti di festa. Difficilmente qualcuno guarderà i suoi massicci muri bianchi come una ripida parete alpina da violare.

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