Sanità, quando i passi avanti?

Diciotto mesi: un tempo inaccettabile per chi ha bisogno di un intervento per stare meglio, per vivere bene. L’ospedale spiega le ragioni per le quali si è arrivati a liste così lunghe e fortunatamente un rimedio è stato adottato, sebbene il cammino per ridurre da diciotto a tre i mesi d’attesa durerà a sua volta circa un anno. Il primario, ieri alla trasmissione di Radio Giornale di Sicilia e di Tgs, «Ditelo a Rgs», ha spiegato però che ci sono altri ospedale in città che forniscono identico servizio. Pertanto, l’utente ha la possibilità di tivolgersi altrove e, magari, ottenere la prestazioni in un tempo inferiore. Spesso, però, queste necessarie informazioni al paziente non arrivano. Gli uffici magari si limitano a gestire in modo burocratico il rapporto con chi chiama per ottenere un servizio, in questo caso molto importante. Basterebbe invece fornire alla gente non solo assistenza medica, ma anche un altro tipo di assistenza, ovvero il giusto consiglio. Dare le indicazioni per fare sentire il cittadino meno solo di fronte al sistema sanitario. Ma questa esigenza non viene quasi mai avvertita. In un momento in cui si parla spesso di svolta nella sanità, per il tentativo della Regione di ridurre i costi e contemporaneamente razionalizzare e in definitiva migliorare i servizi, l’aspetto del rapporto col cittadino dovrebbe essere massimamente tenuto in considerazione. Questa, sì, sarebbe una vera svolta.

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