I legali di Re e Strano: "Faremo appello in Cassazione"

PALERMO. I difensori di Mario Re e Giustino Strano, medici ai domiciliari per corruzione, "restano convinti della insussistenza delle esigenze cautelari e faranno ricorso in Cassazione per chiederne la scarcerazione."  "A Mario Re è stata applicata la misura cautelare degli arresti domiciliari quando ormai da più di un anno era  sospeso dal servizio e sottoposto al divieto di dimora in città - spiega l'avvocato Ugo Castagna -. Castorina collabora ormai da mesi. In tale contesto non si comprende in che termini possa sussistere il rischio di inquinamento probatorio da parte dell'indagato". Stesso ragionamento fa il difensore di Giustino Strano, l'avvocato Mauro Torti: "Si tratta dello stesso quadro indiziario contestato nella prima indagine per truffa e falso e dunque ci sarebbe una sorta di ne bis in idem". Strano ha sempre negato di avere ricevuto soldi e regali in cambio di commesse sanitarie fasulle. "Il sistema dei viaggi congressuali - aggiunge Torti - è una prassi consolidata nell'intera categoria. Per quanto riguarda il presunto orologio ricevuto in regalo da Strano siamo in condizione di mostrare l'assegno con cui è stato pagato"

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