Addio Ravetto, una vita al volante

Imprenditore, pilota da corsa ed ex magistrato. Il campione siciliano è stato tra i protagonisti dell'automobilismo tra gli anni '60 e '70

TORINO. Clemente Ravetto, imprenditore, pilota da corsa ed ex magistrato, è morto a Verona. La notizia é stata resa nota a Torino. Il campione siciliano, tra i protagonisti dell'automobilismo tra gli anni Sessanta ed i primi Settanta, è stato pilota ufficiale Jaguar alla Targa Florio del 1963 e Campione Italiano di Velocità nella categoria Gran Turismo due anni più tardi con la Ferrari Gto.
Ravetto gareggiò e vinse a lungo sia in Italia che all'estero, difendendo i colori dell'automobilismo nazionale al volante di altre vetture leggendarie della casa del cavallino rampante, come la Le Mans, Dino 206, la P, nonché a bordo dell'Abarth 2000.    
In seguito mantenne legami istituzionali con le competizioni automobilistiche, ricoprendo incarichi in seno alla Csai, fra cui la presidenza del collegio dei probiviri per una decina d'anni, ricevendo poi la Stella d'Argento al Merito Sportivo del Coni. Palermitano di nascita, ma discendente di una famiglia di origine piemontese, era cavaliere del Sovrano Militare Ordine di Malta e cavaliere della Repubblica Italiana. Lasciò l'attività di imprenditore con la decisione di entrare in magistratura, nella quale è rimasto fino al 2008. I funerali di Ravetto si svolgeranno venerdìnella chiesa parrocchiale di Cavaion Veronese. Lascia la moglie Krista ed il figlio Manfredi, direttore generale della scuderia Hispania Racing Team, impegnata quest'anno per la prima volta nel Campionato del Mondo di F1.

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