Se il lavoro diventa una droga

Giovani, disoccupazione, precarietà, flessibilità del mercato del lavoro. Ormai sono molti i libri su questi temi di sociologi, giuslavoristi, giornalisti e scrittori. Ne segnaliamo alcuni,fra quelli che stanno riscuotendo un maggiore successo nelle librerie. Innanzitutto "Quasi quasi mi licenzio" di Roberto D'Incau e Rosa Tessa (Salani editore). D'Incau è un "cacciatore di teste" e Rosa Tessa è una giornalista: entrambi utilizzano la loro specifica esperienza nel trovare e raccontare numerosi casi per dimostrare che non sempre la perdita del lavoro rappresenta una catastrofe; spesso costituisce una opportunità che può cambiare la vita degli interessati, aprendo le strade ad altre possibilità professionali, che fanno ritrovare vitalità e un maggiore interesse alla vita. Il libro offre spunti di riflessione e suggerimenti per superare la "crisi" temporanea determinata dall'abbandono del posto di lavoro. Le storie analizzate di persone note e meno note fanno capire che nulla è perduto e che molte persone ce la possono fare. Ma quanti altri rimangono disoccupati ricercando chimere di alte gratificazioni? Questo il libro però non lo dice.
Dalla disoccupazione il passo verso la precarietà è spesso molto breve. Ne discutono in un saggio molto documentato, tre ricercatori universitari (Fabio Berton, Matteo Richiardi e Stefano Sacchi): "Flex-insecurity- Perché in Italia la flessibilità diventa precarietà" (il Mulino). Questo saggio esplora in modo rigoroso il fenomeno della precarietà in rapporto alla flessibilità
del mercato del lavoro. Un lavoro diventa precario per via della discontinuità delle carriere, dell'insufficiente livello delle retribuzioni e della carenza di tutele sociali. E in questa ricerca, frutto di un lavoro intelligente, interdisciplinare in ambito accademico, viene analizzata la precarietà in ogni suo aspetto e si scopre che questo fenomeno è prodotto dal crollo di tre argini: continuità dell'impiego, salari adeguati e un welfare funzionante. Dall'analisi di questo tipo di lavoro emerge che esistono molti lavoratori "tipici" (a tempo pieno e indeterminato) precari, accanto ad alcuni "atipici" niente affatto precari. Ma soprattutto scopriamo che molto spesso la flessibilità porta alla precarietà. Gli autori propongono una riforma degli ammortizzatori sociali e non solo. Gli interventi ipotizzati nel mercato del lavoro sono così numerosi che è veramente difficile riassumerli in poche parole. Se siete interessati, quindi, non vi resta che leggere il saggio.
Ma c'è anche chi ha studiato una strana malattia: la "dipendenza da lavoro" o, come la chiamano gli esperti, il "Workaholic". Uno psicoterapeuta, Cesare Guerreschi (è anche presidente della Silpac, Società italiana interventi sulle patologie compulsive), ha scritto un saggio per spiegare come si fa a curare i "drogati da lavoro" ("Workaholic - Dipendenza da lavoro, come curarla", Guerini e Associati). Come si fa a scoprire questa "malattia"? Semplice. Se porti a casa il lavoro durante il week-end, se ti carichi di impegni per paura di rimanere senza niente da fare, se quando non lavori ti senti depresso, se sei competitivo con tutti, è molto probabile che tua sia un workaholic. Nel libro sono raccontate la storie di questa "epidemia" e soprattutto viene indicato il complicato percorso per uscire dal tunnel di questa "malattia".
Infine, un utilissimo manuale, "Guida al Lavoro. Tutto quello che devi sapere per cercarlo, cambiarlo, trovarlo", a cura di Silvia Zanella (Mondadori). Nella "Guida" è raccontato tutto, ma proprio tutto, quello che si deve conoscere per muoversi nel mercato del lavoro: le quattro regole d'oro per trovare un'occupazione in tempi di crisi, quali errori evitare nei colloqui, come elaborare un curriculum, come difendersi da truffe e fregature, ecc. Uno strumento prezioso per gli sprovveduti, per gli inesperti. E non solo.

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