Kabul, rilasciati i tre operatori di Emergency

Marco Garatti, Matteo dell'Aria e Matteo Pagani erano stati arrestati otto giorni fa. Frattini: "Abbiamo ottenuto quello che era il nostro obiettivo prioritario"

KABUL. I tre operatori italiani di Emergency Marco Garatti, Matteo dell'Aria e Matteo Pagani arrestati a Kabul sono stati rilasciati. A dare la notizia del rilascio degli operatori di Emergency è stato Franco Frattini in una nota diffusa dalla Farnesina nella quella il ministro ha espresso il suo compiacimento per lo sbocco positivo della vicenda, reso possibile dall'intensa azione di pressing diplomatico condotta sempre nel rispetto delle istituzioni afghane.
I  tre italiani di Emergency sono stati rilasciati perché "non colpevoli". Lo dice un comunicato del Nds, i servizi di intelligence afghani.
Secondo quanto rende noto Emergency, i tre si stanno dirigendo verso l'ambasciata italiana a Kabul. Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha espresso il suo "vivo compiacimento per la positiva conclusione" della vicenda che aveva condotto sabato scorso al fermo dei tre medici italiani a Lashkar-gah, nella provincia di Helmand. Lo si apprende alla Farnesina.
"Abbiamo ottenuto quello che era il nostro obiettivo prioritario – ha detto Frattini - e cioè la libertà per i nostri connazionali senza mettere in discussione la nostra posizione di ferma solidarietà con le istituzioni afghane e la coalizione internazionale".
Il rilascio dei tre cooperanti di Emergency a Kabul, ha aggiunto il ministro "é il risultato dell'intensa azione condotta dalla diplomazia italiana che ha agito con straordinaria professionalità e discrezione, nel rispetto delle istituzioni afghane che l'Italia e la comunità internazionale stanno aiutando a crescere".
I tre operatori di Emergency, secondo quanto si è appreso, hanno trascorso le ultime 48 ore non in prigione, ma in una guest house, dove hanno potuto cambiarsi e muoversi con una certa libertà. Le autorità giudiziarie afgane hanno ritenuto che le prove a carico dei tre italiani non sono sufficienti a giustificarne la detenzione, anche se l'inchiesta sull'episodio continua per fare luce sulla presenza delle armi e delle munizioni nell'ospedale di Laskhar Gah. La vicenda dei tre italiani, viene sottolineato dalle fonti, é stata affrontata dalle autorità locali con una attenzione e una rapidità inedite per gli standard afgani, per un fatto del genere. Dunque, una soluzione positiva cui si è potuti giungere - viene ancora rilevato -, grazie all'importante lavoro della Diplomazia italiana e del'Aise in Afghanistan e grazie a quello che viene definito il"ruolo determinante" svolto da Saleh, il capo della Nds, i servizi segreti afgani.
"Qualcuno ha cercato di screditare Emergency e il tentativo è fallito": così ha detto Gino Strada nella conferenza stampa dopo la liberazione.

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