Tangenti, l'ex governatore Drago: "Contro di me processo mediatico"

Il gup di Modica ha aggiornato al prossimo 6 maggio l'udienza preliminare che riguarda l'ex presidente della Regione e altri 6 indagati per associazione a delinquere, concussione e abuso d'ufficio

MODICA. "Montagne di documenti, consulenze tecniche, deposizioni, contraddicono le ipotesi di reato formulate dagli inquirenti. Con enorme sorpresa sono venuto a conoscenza di un comunicato stampa diramato dalla procura della Repubblica, nel quale si è riportato integralmente il contenuto dei capi d'imputazione precisati dal pm all'udienza preliminare che riguarda me ed altri 18 imputati". Lo dice l'ex presidente della Regione siciliana, Giuseppe Drago, dopo che il Gup di Modica ieri ha aggiornato al prossimo 6 maggio l'udienza preliminare nei suoi confronti e di altri 18 imputati, tra politici ex amministratori e funzionari, per i quali è stato chiesto il rinvio a giudizio per i reati di associazione per delinquere, concussione, abuso d'ufficio, riciclaggio e concussione. "Duole constatare che, al di là delle motivazioni della procura, che allo stato non riusciamo a comprendere e rispetto alle quali stiamo riflettendo - aggiunge - tale comunicato oggettivamente s'innesta in un contesto in cui si è inteso instaurare un processo mediatico, iniziato con illecite fughe di notizie riportate massicciamente dalla stampa, rispetto alle quali non conosciamo se siano state svolte indagini per individuarne gli autori riguardanti esclusivamente le ipotesi accusatorie, senza alcuna possibilità di contraddittorio". "Da parte nostra - sottolinea - anche per rispetto della magistratura, non possiamo che stigmatizzare ogni tentativo di processo mediatico e ribadire che, ad ogni assunto accusatorio, corrispondono montagne di documenti, consulenze tecniche, deposizioni di numerosissime persone informate sui fatti, peraltro raccolte dagli stessi inquirenti, ma inserite nel fascicolo processuale solo dopo il fermo intervento del mio difensore, che contraddicono le ipotesi di reato formulate dagli inquirenti. Ci riserviamo ogni considerazione di merito dopo il vaglio, e la conseguente decisione, da parte del giudice competente dei poderosi e complessi elementi probatori che abbiamo fornito".

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