Armao: 50 milioni per musei e siti archeologici

L’assessore ai Beni culturali: almeno 3 saranno destinati all’area Gela-Niscemi-Butera. Occhi puntati anche sul concorso del 2000

PALERMO. «La maggior parte dei nostri musei non è in grado di scambiare opere d’arte a livello internazionale, perché non ha sistemi di sicurezza né impianti di climatizzazione all’altezza. E dunque i quadri sarebbero a rischio furto o danneggiamento»: Gaetano Armao, assessore regionale ai Beni culturali, parte da qui per illustrare i prossimi bandi per investire le risorse di Agenda 2007 e i fondi Fas.

QUALI SONO I PRIMI FINANZIAMENTI DISPONIBILI?
«Entro maggio saranno sbloccati 50 milioni di fondi Fas destinati a musei e siti archeologici. Non vorrei creare allarmismo, ma ci sono siti che non hanno neppure una ringhiera di recinzione. Lì chiunque anche di giorno può entrare e scavare... Di questi 50 milioni, almeno 3 saranno destinati all’area Gela-Niscemi-Butera».

E COME SPENDERETE QUESTI SOLDI?
«Abbiamo già molti progetti presentati da musei e sovrintendenze. Non appena l’assessorato al Bilancio ci darà il via libera alla spesa, assegneremo le risorse alle Sovrintendenze che poi bandiranno le gare per eseguire i lavori. Nel frattempo, posso già anticipare che il 4 giugno saremo in grado di riaprire il museo Salinas di Palermo».

QUALCHE SETTIMANA FA HA ANNUNCIATO UNA SERIE DI BANDI PER ASSEGNARE AI PRIVATI LA GESTIONE DI 87 SITI ARCHEOLOGICI E MUSEI. QUANDO ANDRETE IN GAZZETTA UFFICIALE PER LA GARA?
«Il 20 illustrerò in commissione i dettagli del bando. Lo studio di fattibilità è completato. Siamo quasi pronti».

PARLIAMO DEI FONDI DI AGENDA 2007, LA REGIONE È PARTITA IN RITARDO NELL’INVESTIMENTO DI QUESTE RISORSE. LEI CHE BUDGET HA?
«Effettivamente, la Regione deve recuperare un certo ritardo nell’investimento dei fondi soprattutto del Po/Fesr (il programma più ricco di agenda 2007, ndr). Io dico, da tecnico, che se la politica decidesse di andare a nuove elezioni, si assumerebbe la responsabilità di perdere certamente due miliardi di euro che non si farebbe in tempo a investire».

QUALI BANDI PUBBLICHERETE DI QUI A BREVE NEL SETTORE DEI BENI CULTURALI?
«Entro maggio saremo pronti a spendere un centinaio di milioni. Si tratta di aiuti in regime de minimis (cioè fino a un massimo di 200 mila euro, ndr) destinati a imprese ed enti no profit che si muovono nel settore».

QUALI SONO I PRINCIPALI?
«Almeno 7 milioni sono destinati al sostegno di iniziative culturali intraprese da enti no profit. Circa 12 milioni andranno a imprese che si occupano di merchandising e diffusione di prodotti legati ai beni culturali, sarà un bando aperto anche alle aziende editoriali. Il finanziamento più grosso, una quarantina di milioni, è destinato alle imprese e agli artigiani che si muovono nel settore dell’arte moderna. Altri due milioni andranno alle imprese che introducono tecnologie d’avanguardia per la fruizione dei beni culturali. Così in pratica finanzieremo tutto l’indotto che si muove intorno ai beni culturali. I bandi prevedono una soglia minima: ogni progetto deve valere almeno 30 mila euro. E per ogni settore faremo due bandi all’anno. Altri 15 milioni sono destinati ai ”bandi a regia”, quelli che servono alla Regione per acquistare beni e pacchetti di servizi».

IL SUO ASSESSORATO È L’ULTIMO IN CUI È STATO BANDITO, NEL 2000, UN CONCORSO. MA LA MAGGIOR PARTE DI QUEI 797 POSTI NON È STATA MAI ASSEGNATA. CE LA FARÀ LEI?
«È una vicenda molto complicata. Stiamo parlando di 19 selezioni, alcune delle quali bloccate da ricorsi e altre sommerse da centinaia di migliaia di domande. Sbloccherò tutto quello che si può sbloccare, anche nell’ottica di favorire il turn over alla Regione».

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