Buzzanca: cinque nuovi attracchi a Tremestieri

Il sindaco di Messina: "Entro due anni l'approdo verrà completato. Il disastro di Giampilieri? Mi ha cambiato la vita"

MESSINA. Promette gli svincoli di Giostra e dell’Annunziata in tempi brevi, il completamento del nuovo approdo di Tremestieri con cinque nuovi accosti entro due anni, una piccola Sicilia in miniatura immersa in un nuovo parco che sorgerà dove prima sorgevano le baracche di Maregrosso, un museo d’arte moderna nel nuovo palacultura del viale Boccetta. A metà maggio il suo mandato raggiungerà i due anni. Giuseppe Buzzanca, dalla telecamere a circuito chiuso piazzate sulla sua scrivania su cui in bella vista c’è la foto della sua famiglia (le figlie Chiara, Valentina e Francesca di 15, 14 e 12 anni e la moglie Daniela), guarda chi entra e chi esce dal palazzo. Tra i visitatori disoccupati, cassintegrati, dipendenti delle cooperative, sfollati.

Cosa le chiedono maggiormente i cittadini che bussano alla sua porta e cosa le è dispiaciuto di più in questi mesi non poter esaudire?
“Lavoro. Mi chiedono lavoro. Che io naturalmente, in maniera diretta, non posso dare. Noi possiamo soltanto creare le condizioni affinché la situazione economica migliori. Possiamo realizzare le infrastrutture e lo stiamo facendo. Creare condizioni perché arrivino altri flussi turistici”.

Il disastro di Giampilieri e dei villaggi della zona sud, la ricostruzione, la patata bollente Rom, l’emergenza Tir. Buzzanca, certo, di difficoltà ne ha avute sul suo cammino…
“L’alluvione ha cambiato la mia vita, quella degli impiegati, del mio staff, dei messinesi. Nei primi mesi ho lavorato sino alle tre di notte. Ora i ritmi sono cambiati. I problemi però si risolvono con l’impegno di tutti. E le assicuro che c’è . Ci sono anche coloro che si impegnano gratuitamente come esperti. Nonostante qualcuno storca il muso continuerò, se questo non ha costi per il Comune, a ingaggiare esperti. Anzi ne prenderò altri cento. Chi ha titoli e vuole aiutarmi può farlo”.

Cosa l’ha ferita di più durante il dopo alluvione? Pensa che si sia fatto abbastanza?
“Mi ha ferito l’indifferenza dei media nazionali, non mi riferisco né ai media locali né a quelli siciliani, e poi l’errata interpretazione di quanto stava avvenendo. Hanno fatto passare per abusivi gli abitanti che avevano subìto la tragedia. Sull’alluvione vorrei dire che è vero che i primi stanziamenti sono finiti ma presto arriveranno nuove risorse. Occorrono almeno centocinquanta milioni. Regione e governo nazionale faranno la loro parte”.

Se dovesse ricordare gli obiettivi raggiunti in questi primi due anni di mandato…
“Entro pochi mesi saranno una realtà gli svincoli di Giostra e dell’Annunziata. La gara da cinquanta milioni per il secondo approdo è in dirittura d’arrivo ed entro due anni ci saranno cinque nuovi attracchi a Tremestieri. A Maregrosso abbiamo cancellato anni di abusivismo. Al posto delle baracche rase al suolo sorgerà una passeggiata mozzafiato su un parco in cui verrà allestita la Sicilia in miniatura. Abbiamo lavorato per lo sbaraccamento e per l’introduzione dell’ecopass. Abbiamo inaugurato il palacultura…”.

Già il palacultura un’opera forse difficilmente gestibile. Cosa ve ne farete ora?
“Bar e ristorazione saranno affidati ai privati. Trasferiremo biblioteca e Gabinetto di lettura. Allestiremo assieme alla Provincia un museo d’arte moderna. Avremo un terzo teatro cittadino”.

Quella tassa di attraversamento che peserà principalmente sui Tir pensa che possa portare molti soldi alle casse del Comune?
“Almeno dieci milioni di euro all’anno. Serviranno a migliorare i problemi che riguardano il traffico. Abbiamo superato i problemi che venivano dai traghettatori Adesso c’è qualche resistenza da parte degli autotrasportatori. Abbiamo aperto un tavolo regionale. Troveremo un accordo”.

I sogni irrealizzati?
“Quello su cui bisogna puntare decisamente a parte le infrastrutture che serviranno a gettare le basi per una città migliore, è lo sbaraccamento. E’ stato già avviato in maniera decisa. Sbaraccheremo presto e costruiremo a Fondo Fucile e a Fondo Saccà”.
Lei è anche commissario per l’emergenza traffico. E qui le cose non è che vadano troppo bene. Ma lei non si arrabbia mai quando guida?
“Mi arrabbio sempre. Le condizioni delle nostre strade sono disastrose. Ci vogliono trenta milioni per metterle a posto. Abbiamo già speso tre milioni. Altri dieci li impegneremo nei prossimi mesi. Il resto deve venir fuori da altre risorse. Ecco perché è importante l’ecopass, la tassa di attraversamento. Tutto questo, così come gli appalti per gli svincoli, l’ho potuto realizzare grazie ai poteri speciali”.

Ultimamente i rapporti con gli alleati non è che vadano troppo bene? Con Ardizzone il suo vicesindaco, le battute ci sono state e non troppo tenere, con l’Mpa e con Lombardo pare ci sia un poco di tensione sulle nomine, con Strano assessore al Turismo ci sono stati fulmini su Taormina arte. Teme più gli  alleati o gli oppositori?
“Dico solo una cosa. Chi ha sposato il programma del mio governo deve appoggiarlo sempre con coerenza. Se invece non lo condivide deve accomodarsi alla porta”.

La sanità messinese, tra chiusure e crolli, è piuttosto incerottata. Lei, sul caso Piemonte, si è schierato con chi non voleva chiudere. E’ ancora di quell’idea e perché?
“Certo che sono per il mantenimento dell’ospedale. Le dico subito perché. In caso di sisma, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, i soccorsi devono poter essere garantiti entro venti minuti. Solo il Piemonte, in centro, è raggiungibile in così poco tempo. Mettiamo in sicurezza e manteniamo la struttura”.

Secondo i detrattori del ponte si rischia di costruire una megaopera sulla macerie di alluvioni e frane. Lei al ponte ci crede ancora?
“Quella è demagogia. E’ un’occasione unica per Messina. Costituiremo assieme a Reggio una grande metropoli dello Stretto. E’ sul ponte che si gioca il futuro di queste due città”.

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