Messina, sequestrata droga nel casolare del boss Campagna

Rinvenuti 2,3 chili di cocaina. Lo stupefacente era nascosto all'interno di una buca nel cortile della cascina

MESSINA. La squadra mobile di Messina, nel corso di un sopralluogo nel casolare di Letterio Campagna, ha sequestrato 2,3 kg di cocaina. In un precedente blitz, il 23 gennaio scorso, erano stati rivenuti ingenti quantitativi di droga ed un arsenale di armi che gli investigatori ritengono potesse appartenere al clan Mangialupi. La droga era conservata in una buca nel cortile del casolare, all'interno di un bidone. Secondo gli investigatori è stata nascosta in quel posto dopo il blitz di tre mesi fa, perché si pensava che la polizia non controllasse più. La buca era stata anche murata con del cemento. Nel casolare del rione San Filippo, gli agenti avevano sequestrato 8 chili tra eroina e cocaina, 22 armi, 116 detonatori a miccia, migliaia di munizioni, una pressa e materiale per confezionare la droga che, secondo gli investigatori, erano probabilmente nascosti per conto della 'ndrangheta dal clan Mangialupi. Durante l'operazione, furono arrestati Letterio Campagna ed i due figli: Roberto, 31 anni, e Consolato, di 23. Campagna, secondo gli investigatori, è un uomo del clan Mangialupi, guidato dai fratelli Trovato, considerati i referenti della 'ndrangheta a Messina. Il casolare era protetto da telecamere di videosorveglianza e gli agenti avevano scoperto, dietro una doppia parete, la droga e l'arsenale: 15 pistole, 3 mitragliatrici cal 9, un fucile semiautomatico, 3 Kalashnikov.

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