Mancino: "Martelli mai mi parlò di contatti con Ciancimino"

il vice presidente del Consiglio Superiore della Magistratura replica alle dichiarazioni dell' ex ministro della Giustizia al processo Mori

ROMA. “Né Martelli né altri mi parlarono mai di contatti con Ciancimino”: lo afferma il vice presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Nicola Mancino, replicando alle dichiarazioni dell' ex ministro della Giustizia al processo al generale dei carabinieri Mario Mori in corso a Palermo.    
"Ho sempre escluso, e coerentemente escludo anche oggi, che qualcuno, e perciò neppure il ministro Martelli, mi abbia mai parlato della iniziativa del colonnello Mori del Ros di volere avviare contatti con Vito Ciancimino - dice Mancino -. Ribadisco che, per quanto riguarda la mia responsabilità di ministro dell'Interno, nessuno mi parlò mai di possibili trattative con la mafia".    "L'on. Martelli - osserva il vice presidente del Csm - fra Scotti e Mancino usa la forma dubitativa: ma se uno non si ricorda bene è inutile fare nomi. Quando la dottoressa Ferraro avrebbe incontrato il col. De Donno si era nel giugno 1992, ed io mi insediai al Viminale il 1 luglio successivo. Col Ros non avevo alcuna relazione istituzionale e, perciò, non c'era bisogno di dire a me un fatto che poteva interessare, semmai, il ministro della Difesa dell'epoca, da cui il colonnello Mori dipendeva".    
Mancino conclude: "Approfitto per ricordare che l'anticipata attuazione della DIA al dicembre 1992 fu inserita nel decreto-legge all'esame del Parlamento su mia proposta, così come fu previsto in anticipo lo scioglimento della gestione straordinaria della Commissione antimafia allora diretta dal Prefetto Finocchiaro".

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