“Facevano prostituire le mogli”: due arresti a Misilmeri

I due uomini organizzavano tutto: dagli appuntamenti all’organizzazione degli incontri da Palermo a Cefalù. Si occupavano anche di accudire i figli mentre le consorti erano “al lavoro”

PALERMO. Una triste storia di degrado sociale, quella che vede protagoniste due giovani donne di 25 e 33 anni madri di bambini, costrette a prostituirsi.
In questo caso il “carnefice” non è una terza persona estranea al menage familiare ma si tratta dei rispettivi mariti, uomini da cui le donne avrebbero dovuto avere rispetto e protezione, e che invece dovevano prostituirsi per guadagnare più denaro possibile.
Questi due uomini, insospettabili mariti e padri sono gli artefici principali dell’ennesimo squallido caso di cronaca, sono arrestati dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Misilmeri che nella giornata di ieri hanno dato esecuzione ad un’ordinanza cautelare in carcere emessa lo scorso 29 marzo dall’Ufficio gip del Tribunale di Termini Imerese. I due: B.A. 28enne di Bolognetta e S.G. 35enne di Misilmeri, sono stati associati presso il carcere Cavallacci a disposizione dell’autorità giudiziaria che ha emesso i provvedimenti.
Le indagini, si sono protratte per circa un anno, ed hanno avuto inizio quando l’attenzione degli investigatori è stata richiamata da uno strano via vai di uomini soprattutto in tarda serata ed a notte inoltrata dall’abitazione di Bolognetta di S. G. messa a disposizione per “l’attività”.
Questi strani movimenti, hanno insospettito i militari che hanno messo in atto dei servizi di osservazione e pedinamento con personale in abiti civili.
Dalle prime indagini è emerso che i due arrestati, entrambi senza lavoro, costringevano le mogli a ricercare clienti e fissare con questi incontri di natura sessuale per i quali percepivano dai cinquanta ai centocinquanta Euro a prestazione, per pagare le esigenze economiche dei mariti e quelle familiari. Dalle intercettazioni telefoniche è emerso che gli uomini le accompagnavano o le scortavano sui luoghi degli incontri, le case dei clienti o alberghi, controllavano durante gli appuntamenti vigilando mentre si consumavano gli incontri, impartivano disposizioni sulle tariffe da applicare in base ai vari uomini ed in relazione ai vari tipi di prestazioni sessuali, informandosi di volta in volta di quanto avessero guadagnato spingendole a prostituirsi in maniera il più assidua possibile per aumentare i guadagni.
In più di una occasione i due uomini, mentre le donne erano impegnate con i clienti, accudivano i figli minorenni. Si impegnavano ad affittare appartamenti a Palermo e Cefalù, dove incontravano i clienti, o in alcuni casi addirittura provvedevano alla prenotazione in una camera d’albergo il cui onorario era a totale carico del cliente soddisfacendo così le esigenze più disparate.
Nel corso delle indagini i carabinieri hanno sentito alcuni clienti delle donne, questi hanno confermato di avere pagato le prestazioni sessuali ma di non essere a conoscenza che il tutto era organizzato dai rispettivi mariti.

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