Milan pari, sprecata un’altra chance per il primato

La Lazio ferma i rossoneri, apparsi spenti, ora lo scudetto è più lontano. Finisce 1-1, con i padroni di casa che escono fra fischi. Per Reja odore salvezza

MILANO. In piena emergenza infortuni e senza la fantasia di Ronaldinho, il Milan non va oltre un pareggio casalingo con la Lazio: la squadra di Leonardo perde così contatto con Roma e Inter e forse l'ultima occasione per essere protagonista della corsa scudetto. Edy Reja allunga invece a cinque punti la distanza dalla zona retrocessione e sente odore di salvezza.
Piuttosto brutta la partita, che pure si è sbloccata dopo 18' con un rigore quanto meno dubbio realizzato da Borriello. Un vantaggio che i rossoneri hanno vanificato al 32' con un disastro difensivo di cui ha approfittato Lichtsteiner, e hanno invano rincorso nuovamente contro una Lazio chiusa in difesa, ordinata e attenta.
L'attenuante di Leonardo è chiara: Adriano Galliani l'ha definita prima della gara "la più grande emergenza infortuni da 24 anni a questa parte". Oltre agli squalificati Pirlo e Ronaldinho sono fermi otto giocatori e a poche ore dal match Huntelaar dà forfait per una distorsione alla caviglia destra.
Così il brasiliano deve portarsi due ragazzi della Primavera in panchina, mandare in porta Dida e convertire il modulo in un elementare 4-4-2, con Borriello e Inzaghi davanti e Seedorf e Abate esterni di centrocampo. Flamini è l'unico che corre (a Cagliari non ci sarà perché squalificato), gli altri interpretano male lo schema e Reja, pur ottenendo poco dalla coppia Rocchi-Zarate, vince la sfida tattica con i suoi cinque mediani.
L'inizio del Milan è tutt'altro che scoraggiante. Soprattutto perché Seedorf, pur correndo al minimo sindacale, prova a sopperire alla carenza di fantasia. Dopo 50 secondi inventa una grande verticalizzazione, Borriello di tacco devia per Abate il cui tiro è debole. Non è per questo, però, che i circa duemila tifosi della Lazio ululano ogni volta che Seedorf tocca il pallone. Lo speaker del Meazza avverte due volte che comportamenti razzisti possono portare alla sospensione della ara, ma serve a poco. E Seedorf con troppe palle perse si attira anche i fischi dei suoi tifosi.
Al 17' il contestato rigore. Flamini punta Kolarov, gli sbatte addosso e cade in area: per Tagliavento è rigore e Borriello segna il suo decimo gol in campionato. Dopo il vantaggio, però, i rossoneri calano di ritmo. La Lazio fa valere la superiorità numerica in mezzo al campo e ci mette più rabbia agonistica. Lichtsteiner dilaga sulla fascia destra ed è bravo a trovarsi ad approfittare del goffo intervento di Antonini che, rinviando un cross di Ledesma, gli serve un involontario assist a due metri dalla porta.
Nella ripresa Reja si chiude in difesa provando a ripartire. E quando gli spazi scarseggiano il Milan fa fatica. Anche se le occasioni non mancano. Borriello ne ha un paio e al 9' è sfortunato Antonini perché si stampa sulla traversa il suo destro dal limite dell'area. La Lazio corre molto di più. E quando all'11' Cruz entra per Rocchi ha anche qualche soluzione offensiva in più, ma alla fine Dida, nonostante le consuete incertezze, vive una serata tranquilla.
Leonardo raschia il fondo della panchina e al 32' leva Inzaghi per Zigoni, 18 anni più giovane, che non riesce al lasciare il segno nel suo esordio in serie A. Al 37' la palla del match è sui piedi di Abate che non approfitta di una totale bambola della difesa laziale e spara alto a porta vuota. Finisce con Galliani che si tiene il volto fra le mani, il Milan che esce fra i fischi dei tifosi e la Lazio che festeggia in mezzo al campo: e il sorriso di Reja si incrina solo quando Foggia nella baldoria gli rompe gli occhiali.

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