Elezioni, crollo dell'affluenza: uno su tre non ha votato

Flessione di quasi 8 punti percentuali a livello nazionale rispetto alle regionali del 2005. Record nel Lazio con circa 12 punti in meno. Calo contenuto al sud

ROMA. Un elettore su tre ha deciso di non recarsi alle urne. In questa tornata elettorale l'affluenza registra una flessione di quasi 8 punti a livello nazionale rispetto alle regionali 2005, con un picco di quasi 12 punti in meno in Lazio.
Le cause possono essere molte: disaffezione per la politica, disorientamento, caos liste. Sta di fatto che il risultato finale indica per le regionali un'affluenza del 64,2% misurata sulle 9 regioni per le quali ha comunicato i dati il Viminale, contro il 72% di cinque anni fa. Se poi si estende il calcolo alle 4 regioni che hanno comunicato i dati in proprio, si scende al 63,6%. In altre parole, tenuto conto che il corpo elettorale contava circa 40,8 milioni di potenziali elettori, circa 26,3 milioni hanno votato, altri 14,6 milioni no.   
Il calo è stato generalmente più contenuto al sud, come ha osservato anche il ministro Roberto Maroni, presentando i dati: la Basilicata si è ferma a -4,4, la Campania a -4,8, la Calabria a -5,2. Da segnalare che, a parte la Basilicata, dove non è mai stata in dubbio la vittoria del centrosinistra, in Campania e Calabria questa tenuta dei votanti va di pari passo con un cambio di leadership e un'affermazione del centrodestra.    
Ma le cifre più eclatanti arrivano dalla Toscana, che cede 10,5 punti in termini di affluenza, e soprattutto dal Lazio, che tocca il record sfiorando quota -12. Un andamento, ha osservato Maroni, che probabilmente ha risentito delle "note vicende della lista Pdl di Roma", consegnata fuori tempo ed esclusa dalle consultazioni, nonostante una raffica di ricorsi. Unico comune laziale in controtendenza, Fondi, per mesi al centro di polemiche per la richiesta, mai accolta, di scioglimento per infiltrazioni mafiose: qui l'affluenza ha toccato l'81,7% contro il precedente 75,3%. Ma complessivamente il Lazio non ha raggiunto il 61% di votanti, diventando un caso nazionale per il livello di astensionismo registrato.    
Le amministrative hanno risentito meno di questo fenomeno. La flessione è stata di 4 punti per le comunali, di 5 per le provinciali. Le Province al voto erano quattro: Imperia, Viterbo, L'Aquila, Caserta. L'affluenza media è stata del 68,3%, contro il 73,4% delle precedenti omologhe. Nel territorio dell'Aquila, dove si temeva una fuga dalle urne perché molti terremotati sono ancora lontani dai luoghi di residenza, ha votato il 64,6%, contro il 53,5% delle regionali del 2008.    
Nei 462 comuni interessati dalle elezioni i votanti sono stati il 74,4%. Ma a far notizia ancora una volta è il Lazio, dove il municipio XIX della Capitale scrive una storia a sé. Il suo presidente è Alfredo Milioni, noto per aver detto di essere andato a mangiarsi un panino e di non essere riuscito per questo a depositare in tempo la lista Pdl Roma, rimasta fuori. Ora Milioni è stato punito con un crollo dell'affluenza, che nel 'suo' municipio non ha superato il 53,3%.

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